Troppe parolacce a Parole O_Stili, Trieste sospende il collegamento

Paolo Ruffini a Parole O_Stili

Insegnanti e l'assessore all'Istruzione del Friuli Venezia Giulia, Loredana Panariti, contro il linguaggio scurrile usato dal presentatore Paolo Ruffini in collegamento streaming da Milano. Il manifesto contro l'odio in rete e a favore di una comunicazione rispettosa era stato presentato a Trieste nel febbraio scorso

Inizia con "f**a, mi***a", ma anche con "ciao bella ficona mia" e "guardate che meraviglia di tope" l'evento  "Condivido – Il manifesto della comunicazione non ostile nelle scuole" a Milano, con ospite il Ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli.

 

Milano: sequela di parolacce di Paolo Ruffini all'incontro coi ragazzi su hate speech - il blob

 

Le espressioni, pronunciate dal comico e attore toscano Paolo Ruffini, chiamato a presentare l'evento nato dal manifesto di Trieste del febbraio scorso, hanno provocato il fastidio dei docenti presenti in collegamento streaming dal capoluogo giuliano e dell''assessore all'Istruzione del Friuli Venezia Giulia, Loredana Panariti. 

La diretta è stata quindi interrotta per circa un quarto d'ora, durante il quale alunni e professori hanno dialogato assieme all'assessore Panariti circa l'opportunità di usare parole scurrili - ostili, appunto -  per raggiungere un pubblico più giovane - quello dei ragazzi delle scuole medie e superiori presenti in platea a Milano, ma anche a Trieste, Matera e Cagliari, le sedi collegate. 

Alla Stazione Marittima erano quasi 500 gli alunni presenti. Proprio a loro era stato dato il compito di commentare il punto 2 del manifesto di Parole O_Stili ("si è ciò che si comunica"). L'iniziativa contro il linguaggio d'odio in rete aveva raccolto in passato le adesioni di tanti personalità, dal Presidente della Camera Boldrini a Enrico Mentana. 

 

David, dalla Loren a Bellocchio: tutte le 'gaffe' del conduttore

 

Dall'UniCredit Pavilion di Piazza Gae Aulenti 10 è filtrato un certo imbarazzo anche durante la diretta streaming. L'organizzatrice, la giornalista e docente Rosy Russo, è salita sul palco dicendo: "Sono un po' meno scoppiettante di Paolo [Ruffini]", salvo poi ribadire gli obiettivi della giornata.

Nel pomeriggio, il commento è affidato a una nota: "Ci fanno piacere le parole di incoraggiamento e di sostegno della Ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli: sapere che lei, per prima, sul suo tavolo conserva una copia del Manifesto della Comunicazione non Ostile rafforza la nostra convinzione rispetto a un progetto inclusivo, positivo e capace di parlare a tutto il Paese. Ci dispiace sinceramente se qualcuno a Trieste si è sentito spiazzato dall’ironia, a volte spigolosa di Paolo Ruffini. Siamo, però, convinti che tutti i ragazzi che hanno partecipato a “Condivido” oggi siano tornati a casa arricchiti da un’esperienza sicuramente diversa ma bella e ricca di contenuti. E con una consapevolezza maggiore dell’importanza di usare e scegliere - online come offline - le parole con cura"

LE DICHIARAZIONI DEL MINISTRO FEDELI. OGGI ALLA CAMERA LA DISCUSSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE SUL CYBERBULLISMO

Il manifesto di Parole O_Stili presentato a Trieste

Tra un "conoscerai questa cosa magnifica chimata f**a" e un "vaffa...", Ruffini ha invitato sul palco alcuni ragazzi vittima di bullismo, tra cui un ragazzo che di cognome fa Ebreo ma ha dovuto puntualizzare in maniera imbarazzata: "Sono cristiano". Controverso anche l'intervento di uno studente egiziano che ha detto: "Mi danno fastidio i gay, mi sembrano strani, malati" suscitando la reazione accesa di alcuni coetanei, intervenuti sul palco. 

L'assessore Panariti durante il suo intervento a Condivido, Stazione Marittima di Trieste

Gli organizzatori a Trieste si sono detti "perplessi, noi per primi". "Questi signori in giacca e cravatta non mi fanno dire parolacce. Secondo me la volgarità non sono parolacce ma violenza. Ci sono parolacce tese a offendere e altre a scherzare e a creare empatia. Ci sono persone e politici che hanno linguaggi ben peggiori eppure non dicono mai ca**o", si è giustificato sul palcoRuffini. 

Il comico ha quindi provveduto a calmare gli animi degli studenti sul palco, dopo le dichiarazioni offensive sull'omosessualità, e a fare dialogare le due parti. 

Un momento di Condivido - Il Manifesto della Comunicazione non Ostile nelle Scuole

L'assessore Panariti ha dichiarato al Piccolo: "Ruffini ha usato un linguaggio molto forte, non un intercalare normale. Chiamava le ragazze tope. Mi pareva corretto interrompere tutto visto che la lettera di invito alle scuole l'ho mandata io. Ci siamo confrontati durante, soprattuto sul punto 2, ovvero 'Siamo ciò che comunichiamo'. I ragazzi hanno detto la loro, e la maggior parte si è schierata in difesa di Ruffini"

"I lavori fatti sul bullismo - ha continuato Panariti - ci confermano che c'è una relazione tra parole e fatti. Una volta ristabilito il collegamento, sono sparite le parolacce e poi Ruffini ha detto anche cose intelligenti. Rispetto ad un tema importante, in ogni modo, questo ci ha dato l'opportunità di discutere".

"Perché Ruffini ha la convenzione che per arrivare ai ragazzi sia necessario fare i "giovanilisti" e comunicare a parolacce?", commenta sulla diretta Facebook Francesca Colombi. Sullo streaming di Youtube si legge tra i commenti: "Inaccettabile la trivialità del conduttore. La forma è sostanza e dunque non accettiamo che per far passare qualche concetto di valore si debba essere travolti da tanta volgarità e luoghi comuni. Amen" da parte dell'Istituto Comprensivo Leno. 

A Trieste, tra gli altri, erano presenti il Rettore dell'Università, Maurizio Fermeglia, lo scrittore Pino Roveredo e il professore Dario Gasparo, uno dei vincitori dell'Italian Teacher Prize. Il progetto aveva lo scopo di sensibilizzare i ragazzi delle scuole secondarie sull'importanza del linguaggio in rete, con l’obiettivo di ridurre, arginare e combattere le pratiche e i linguaggi negativo.

Gli alunni della scuola statale Lionello Stock, scuola comprensiva ai Campi Elisi, non si sono sentiti però offesi dalle parole di Ruffini. Come loro, la maggior parte della platea in sala a Trieste, che a specifica richiesta durante l'interruzione ha segnalato il proprio appoggio al comico toscano. 

"Solo i professori erano contro di noi, il discorso di Milano era coinvolgente", dicono a margine dell'evento. "L'ultima parte, invece, era più fuffa che sostanza. A noi comunque Paolo Ruffini non ci ha disturbato. Era ironico, solo a una decina di persone ha dato fastidio".

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