Rosato: «Serracchiani bis? La soluzione naturale»

Ettore Rosato

Il capogruppo dem ipotizza la ricandidatura «anche se sarà Debora a decidere». Poi definisce l’esclusione di Cuperlo «un errore non nostro a cui si può rimediare»

ROMA. È risollevato da quando Matteo Renzi è ritornato sulla tolda di comanda del partito democratico. Rigorosamente in abito blu, camicia bianca, e cravatta scura, Ettore Rosato, capogruppo a Montecitorio, si materializza in Transatlantico poco dopo pranzo per rispondere alle domande del Piccolo.

Onorevole Rosato, partiamo dall’assemblea di domenica. Quale sarà l’elemento di novità del nuovo corso di Matteo Renzi? Ieri è stata una giornata importante per la democrazia interna di un partito. Il Pd, ricordiamo, è l’unico a far scegliere ai propri militanti ed elettori la leadership e la linea politica. In questa fase serve saper prendere decisioni. Ed è pesato il tempo del congresso in cui Matteo non è stato segretario.

Adesso Renzi è nuovamente alla guida del Nazareno. Ma si discute dell’esclusione dalla direzione del Pd di Gianni Cuperlo. C’è chi grida allo scandalo. La direzione è un organo politico in cui io sono convinto che Gianni Cuperlo debba esserci. Ma la sua presenza deve essere indicata o designata dalla propria area di appartenenza. C’è stato un errore, ha detto così Orlando in una intervista alla Stampa. Adesso Andrea possiede diversi strumenti per porre rimedio.

Qual è il rapporto tra il Pd del nuovo corso renziano e il governo di Paolo Gentiloni? L’esecutivo Gentiloni è il governo del Pd. Quindi è il nostro governo.

In queste ore c’è stata un apertura da parte del M5s per trovare un accordo sulla legge elettorale. Quale sarà la mediazione? Abbiamo avanzato più proposte, dal ritorno al Mattarellum, passando per l’Italicum modificato dalla Consulta da estendere al Senato.

Di fronte a questo abbiamo sentito molte dichiarazioni senza mai giungere a un punto di sintesi da parte di un fronte che tutto insieme si è riunito per impedire di approvare una legge elettorale. Lo stesso fronte, ovvero quello che va da Forza Italia al M5s, che nelle scorse settimane ha eletto il presidente della commissione Affari costituzionale di palazzo Madama.

Quindi come replicate alle aperture dei cinquestelle? Vogliamo i fatti, non le dichiarazioni tattiche.

In assemblea Matteo Renzi è stato duro nei confronti del Capo dello Stato. Cosa si sta consumando tra il Colle e il segretario del Pd? Nessuna parola dura nei confronti del presidente Mattarella. È una lettura sbagliata. Ricordiamo poi che l’elezione del Capo dello Stato è stata voluto dal segretario del Pd che all’epoca era presidente del Consiglio. Il rapporto tra Renzi e Mattarella è più che cordiale.

Fra qualche giorno Matteo Renzi dovrebbe annunciare la nuova segreteria del Pd. Ne farà parte Debora Serracchiani? Questo lo deciderà Matteo Renzi in base agli equilibri e alle esigenze del lavoro che dovrà portare avanti. Di certo, Debora ha fatto con impegno e profitto il vice segretario nazionale. E allo stesso tempo resta una risorsa importante del gruppo dirigente nazionale.

Nel 2018 si tornerà al voto in Friuli Venezia Giulia. Chi sarà il candidato? In realtà al momento c’è una governatrice in carica, e si chiama Debora Serracchiani.

Quale sarà la ricetta del Pd e del centrosinistra per recuperare il consenso dilapidato negli ultimi anni in Fvg? Abbiamo una presidente che in questi anni difficile si è distinta e ha saputo fare il suo mestiere. Soprattutto, alcune sue scelte hanno consentito di raggiungere importati obiettivi, mai ottenuti dai precedenti presidente di regione. Penso, ad esempio, alla riforma sulla sanità. Adesso cominciamo a vedere i risultati.

Le sue parole prefigurano una ricandidatura della Serracchiani? Ad oggi mi sembra la soluzione naturale. Se poi matureranno condizioni per fare scelte diverse lo vedremo più in la. E a decidere sarà prima di tutto Debora.

In regione quale sarà il perimetro della coalizione di centrosinistra? Ci sarà spazio per il movimento dei progressisti di Pier Luigi Bersani? Un quadro di alleanze c’è già, ed è la maggioranza che attualmente governa la regione. Dopodiché dobbiamo lavorare per allargare la coalizione che può accogliere altre esperienze con cui abbiamo sintonia programmatica.

Ultima domanda: Ettore Rosato cosa farà da grande? Sogna un ministero? Faccio già il capogruppo. Mi sembra sufficiente, no?.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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