Trieste, boom case vacanze e b&b: ne nascono dodici al mese

Due turisti a Trieste

Nel 2016 superato il milione di presenze. Tasso di crescita annuo del 5,5 %. Il Comune pensa a nuovi attrattori: la Settimana della jota e quella del caffè

TRIESTE Crescono in modo esponenziale le realtà ricettive a Trieste. Ad aumentare sono soprattutto le case vacanza - una struttura senza portierato con mini appartamenti dotati di cucina - e i bed & breakfast.

In media, mensilmente all’ufficio del Comune di Trieste che rilascia le autorizzazioni per l’inizio di una nuova attività dedita a ospitare turisti vengono depositate 10/12 richieste.

«Negli ultimi due mesi le domande sono addirittura raddoppiate - specifica l’assessore comunale al Turismo, Maurizio Bucci - ieri ad esempio in poche ore è stata autorizzata l’apertura di un bed & breakfast e di una casa vacanze».

Nell’ultimo anno un quinto delle presenze in città ha pernottato in questo tipo di strutture alternative agli alberghi. Nel 2016 le persone arrivate nel Comune di Trieste sono state 350mila, il numero dei pernottamenti è pari a 841mila. Dati che ovviamente lievitano se si valuta il territorio provinciale.

«Il trend evidenzia sul nostro territorio una continua crescita di arrivi e presenze turistiche - illustra Bucci - il tasso medio di crescita annuo è del 5,5 % (7,3 in proiezione decennale), con il totale di presenze sull’intero territorio provinciale nel 2016 che supera il milione (1.063.584) e gli arrivi che totalizzano 442.391 unità».

Nel solo Comune di Trieste lo scorso anno le presenze tra case vacanza e bed & breakfast sono state di 172mila. «Il settore del turismo sta offrendo impostanti opportunità lavorative e imprenditoriali - valuta l’assessore - realtà come le case vacanza e i bed & breakfast sono tipi di strutture che compensano e diversificano l’offerta di posti letto in città».

La disponibilità di portali web di intermediazione dedicati all’affitto di strutture turistiche diverse da quelle proposte da alberghi e residence ha spinto tanti piccoli proprietari di alloggi sfitti a proporre sul mercato la formula delle locazioni turistiche a breve periodo. Un fenomeno che sta interessando il centro città e le periferie ma a tariffe estremamente convenienti.

«Accanto alle realtà a gestione familiare - evidenza Bucci - è ripartito anche l’interesse per la città da parte dei grossi gruppi industriali che intendono investire capitali e risorse di marketing per il lancio di nuove strutture in città».

Tra i progetti presentati agli uffici tecnici del Comune si ha l’evidenza per il prossimo biennio dell’apertura di due nuovi alberghi. La Golden Hotel & Resort srl, che già gestisce a Trieste i quattro stelle Hotel Continentale di via San Nicolò e Palace Suite di via Dante, si appresta infatti a fare tris inaugurando nella primavera del 2018 un nuovo hotel a tre stelle, da 55 stanze, al numero 12 di corso Italia.

Mentre sono già iniziati i lavori per trasformare l’ex sede Ras di piazza della Repubblica in un quattro stelle superior. «In proiezione, entro il 2021 - stima Bucci - in città saranno operativi 60 alberghi, mille case vacanza, 200 bed & breakfast e 60 affittacamere.

La capacità ricettiva raggiungibile nel 2021, quindi alla fine del nostro mandato, - aggiunge - è di 10mila posti letto, compresi anche i servizi di alloggio delle strutture a carattere sociale e dei campeggi».

Un trend dunque, quello delle aperture di nuove realtà ricettive, che non accenna a smettere e che trova conforto e stimolo nelle previsioni e nei progetti di Bucci. «Trieste, alla fine del nostro mandato - si sbilancia l’assessore della giunta Dipiazza - si pone l’obiettivo di un milione di presenze. Dai primi report sul mese di aprile - anticipa Bucci - emerge un’ulteriore importante crescita di presenze rispetto allo scorso anno».

Sfogliando i dati del 2016 l’assessore indica agosto (115mila presenze nel 2016), luglio e settembre come i mesi boom per il turismo. «C’è una certa stabilità nel resto dell’anno - analizza - mentre i mesi in cui si rileva una certa sofferenza sono novembre, gennaio e febbraio».

Ed è per quei mesi che Bucci sta pianificando nuove iniziative che attraggano arrivi in città colmando il “vuoto” turistico di quei periodi. «A novembre stiamo lavorando per proporre “La settimana del caffè” - illustra l’assessore - per gennaio invece stiamo progettando “La settimana della jota”, un piatto riconosciuto dall’Accademia della cucina italiana che proporremo legato all’esperienza della Bora». A febbraio, infine, si intende puntare sul Carnevale: «Un evento - osserva Bucci - che va sviluppato rendendolo internazionale».

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