A Monfalcone niente nido senza vaccini

Bambini all'asilo in una foto di archivio

Le domande sprovviste di certificato saranno rigettate. Il Comune vuole estendere l’obbligo già coi centri estivi

MONFALCONE. Non hai vaccinato tuo figlio? Allora la domanda d’iscrizione al nido, per il prossimo anno, sarà respinta. Senza immunizzazione da difterite, tetano, poliomielite ed epatite B niente asilo.

Da un mese a questa parte la giunta comunale di Monfalcone è sul pezzo, e attendeva gli sviluppi al Consiglio di Stato dal quale sugli asili è giunto peraltro l’ok in merito al recente caso triestino. Insomma, si segue quello che è il modello Trieste. Così lunedì 8 maggio, una volta espletate le ultime verifiche, verrà congedata una delibera contenente nuove disposizioni.

 

A Trieste vaccini obbligatori all'asilo

 

L’atto giuntale, in particolare, introdurrà l’obbligo vaccinale quale requisito d’accesso ai servizi educativi per l’infanzia erogati dal Comune. Pertanto: i nidi per bimbi da 3 a 36 mesi, vale a dire l’Albero azzurro in via Tagliamento e la Tana dei cuccioli in via Cosulich, dove complessivamente vengono accolti ottanta piccoli; il Centro gioco per bambini e genitori, teso a ospitare una fascia di baby-utenza che va da 3 a 14 mesi e da 18 ai 36 mesi, nonché lo Spazio gioco (sempre tra 18 e 36 mesi), entrambi a integrazione delle prestazioni esistenti.

 

 

Non finisce qui: l’amministrazione retta da Anna Maria Cisint vuole che l’imposizione si estenda, possibilmente già dall’ormai imminente avvio, ai Centri estivi di nido d’infanzia, scuola materna e primaria in questa edizione 2017. In questo caso, però, l’effettiva applicazione della nuova regola si scontra con il tempo, dal momento che le domande sono già state presentate dai genitori e nel giro di un mese circa l’attività decollerà. Le famiglie, infatti, potrebbero trovarsi in difficoltà nella produzione della documentazione o comunque nella richiesta di profilassi. Per questo Cisint e la sua amministrazione stanno al momento valutando il da farsi. Ma a settembre i bambini che vorranno frequentare gli asili di Monfalcone dovranno giocoforza risultare immunizzati, pena l’esclusione dal servizio.

Nel dettaglio, l’ente vuole che l’obbligo di vaccinazione per l’accesso ai servizi d’infanzia porti alla copertura sanitaria del 100% dei bambini sul territorio, dato che, in linea con il resto della regione Friuli Venezia Giulia, la soglia di scudo dalle quattro micidiali patologie si attesta dal 90,2 al 90,8% per il 2016, cioè oltre quattro punti percentuali sotto il valore (riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale) in grado di interrompere la catena di trasmissione delle malattie infettive: valore che è pari al 95%.

 

 

Dunque la delibera che sarà siglata domani stabilirà, nel caso in cui i genitori non intendano rispettare l’obbligo della dichiarazione, il rigetto della domanda. È prevista una deroga per quei rari casi in cui «la vaccinazione può essere omessa o differita» in virtù di «pericoli concreti per la salute del minore e/o dei suoi conviventi»: questa situazione peraltro dovrà essere acclarata da «una certificazione del medico di base dipendente o convenzionato col Servizio sanitario nazionale o dalla competente Azienda per i servizi sanitari o da altra struttura sanitaria pubblica».

Per l’applicazione del provvedimento a partire dal prossimo anno scolastico 2017/2018 l’ente, nel caso degli asili nidi, dovrà informare tempestivamente le famiglie dei nuovi bimbi da accogliere sull’introduzione del vincolo e auspicare che «prima dell’avvio dell’inserimento la famiglia presenti la certificazione della vaccinazione o, in alternativa, dimostri d’aver richiesto la vaccinazione». Diversamente «si darà un tempo utile per provvedere alla vaccinazione», tempo al termine del quale «non si darà corso all’inserimento».

 

 

Quanto ai piccoli che invece già frequentano le strutture, nello stesso modo il Comune dovrà comunicare ai relativi nuclei la recente svolta, richiedendo «prima dell’avvio del prossimo anno scolastico la certificazione della vaccinazione» o in alternativa la presentazione della richiesta di vaccinazione. Anche qui verrà concesso un lasso di tempo al fine di ovviare alla carenza.

È cronaca degli ultimi mesi la scelta di diverse amministrazioni locali o regionali di introdurre il vincolo della consegna del certificato vaccinale per consentire l’accesso a nido e materne. Apripista la Regione Emilia Romagna, con la limitazione dell’iscrizione ai soli bambini le cui famiglie dimostrano d’aver ottemperato le quattro vaccinazioni d’obbligo, cioè tetano, difterite, poliomielite ed epatite B. Analoga decisione però è stata assunta poi dal Comune di Trieste che, proprio nelle ultime settimane, ha incassato la sentenza favorevole del Tar: i giudici amministrativi hanno respinto il ricorso di alcune famiglie che avevano impugnato la delibera del Consiglio comunale.

E Monfalcone si è messa sulla scia giuliana.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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