Farfalla rarissima avvistata alla Cona

Uno scatto ai Camargue nell’isola della Cona; la rara farfalla Zerynthya polyxena immortalata da Silvano Candotto nella riserva

La Zerynthya polyxena arrivata per l’abbondanza di piante che nutrono le larve. A primavera l’isola pullula di specie

STARANZANO. Una farfalla rara all'Isola della Cona, mentre tornano a casa vecchie conoscenze della Riserva come il Falchetto di palude, l'Airone Bianco, l'Airone rosso, presenze legate ai fitti canneti. Nella culla delle migrazioni dove arrivano volatili da tutto il mondo, qualche giorno fa è stata scoperta dagli operatori faunistici dell'Isola della Cona, Silvano Candotto e Matteo De Luca, una rara farfalla, la Zerynthya polyxena, una specie variopinta, poco diffusa e che proprio in questo periodo compie la metamorfosi approfittando dell'abbondanza locale della pianta nutrice delle larve, cioè l’Aristolochia rotunda. Si tratta di un lepidottero diurno con un'apertura alare di 50-60 mm, spiegano gli esperti, diffuso in Eurasia dove i bruchi compiono 5 mute nell'arco di 4-5 settimane mentre gli adulti sono attivi da maggio a giugno.

La colorazione della livrea dell'adulto - gialla, con caratteristici disegni neri, rossi e blu - è detta aposematica, cioè ammonitrice, in quanto serve proprio a scoraggiare i potenziali predatori. La specie è strettamente legata alla sua pianta nutrice ed è pertanto considerata specie minacciata. È inserita, infatti, nella lista delle specie di interesse comunitario.

Altra sorpresa arrivata alla Cona, il Gabbiano tridattilo, un uccello tipicamente nordico e marino nel senso che di rado si avventura nelle aree di terraferma, limitandosi di norma a frequentare le zone dove l'acqua è maggiormente profonda come quella più esterne alla foce fluviale. I due operatori della Stazione biologica, Candotto e De Luca (autori anche delle immagini), in questi giorni a spasso coi visitatori tra gli angoli più caratteristici della Riserva, mostrano situazioni dell'ambiente uniche nel suo genere. I versi degli uccelli e degli anfibi negli stagni, poi, fanno da cornice al patrimonio faunistico circondato dal verde percorrendo le stradine o i sentieri a piedi, in bici o anche in canoa lungo l'argine. A dar loro man forte, coi suoi scatti fotografici, è il direttore della Stazione biologica della Cona, Fabio Perco, il quale considera la primavera una manna per gli amanti della natura.

«Alla Cona - spiega Perco - si vive in questi giorni il periodo migratorio che riguarda in particolare la migrazione pre-riproduttiva di parecchie specie di uccelli che tornano dall'Africa e altri che, dando loro il cambio, viaggiano verso il nord Europa».

Tra le specie arrivate da qualche tempo si trovano, infatti, l'Airone rosso col tipico canto gracidante, il Cannareccione, specie passeriforme che in questi giorni giunge dall'Africa per occupare i territori di nidificazione. Le presenze più numerose riguardano i limicoli, un gruppo di uccelli dalle zampe lunghe tra cui il notevole Cavaliere d'Italia. La specie più numerosa è il Combattente, che forma stormi: quest'anno secondo i dati della Sbic è stata osservata alla Cona in quasi 500 esemplari. Assieme ai Combattenti spesso si nota la Pittima reale, riconoscibile per il becco lungo e diritto, con il quale esplora i fondali limosi alla ricerca di invertebrati. Questo è anche il periodo in cui le prime Oche grigie si fanno vedere con i piccoli nati da poco. È tipica di questo periodo anche la Marzaiola, una specie che come dice il nome, è tipica di questo periodo: sverna in Africa e giunge in marzo, ma è anche più abbondante in aprile. «Il nome veneto e bisiaco - sottolinea Perco - ricorda il richiamo assai tipico, che in questi giorni si sente frequente alla Cona, cioè Crecola».

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