Code ai confini, accordo Ungheria-Croazia

Immagine d'archivio

Budapest farà controlli mirati. Lubiana conferma la linea dura. Slovenia e Fvg, protestano i sindacati

LUBIANA. Il nodo gordiano sui confini tra Slovenia e Croazia non si scioglie e, in vista dell’imminente ponte di Pentecoste (per Germania e Austria) l’incubo delle code è quanto mai più che un presagio una certezza. Il governo croato, intanto, ha trovato un accordo con l’Ungheria, anch’essa frontiera esterna dell’Area Schengen, affinchè i controlli ai confini tra i due Paesi siano mirati e non sistematici diminuendo così il rischio che si formino lunghe code. Il premier croato, Andrej Plenkovic ha anche espresso la speranza che prima dell’inizio in grande stile della stagione turistica si riesca a trovare un accordo anche con la Slovenia.

Slovenia che però mantiene ferma la sua consegna ricevuta dall’Unione europea. Il sottosegretarioagli Interni, Andrej Špenga ha ribadito che il suo Paese continuerà ad effettuare i controlli a tappeto lungo il confine esaurendo così i compiti che le derivano dall’essere confine esterno di Schengen. Inoltre Špenga ha formalmente protestato (nei giorni scorsi lo stesso ministro degli Interni, Vesna Göykös Žnidar ha scritto in materia una lettera al commissario Ue per l’Immigrazione, Dimitris Avramopoulos) per il permanere dei controlli ai confini tra Austria e Slovenia. «Siamo i custodi di Schengen - ha detto Špenga - e non desideriamo in alcun modo che questa funzioni si cominci ad espletare lungo i confini austriaci, italiani o ungheresi», insomma che il confine esterno di Schengen arretri a Nord e a Ovest.

Controlli anti-terrorismo, incubo code alla frontiera Slovenia-Croazia

Intanto le cittadine slovene che insistono sui confini con la Croazia iniziano a organizzarsi per trovare rimedi alle code chilometriche che ci si aspetta nei prossimi giorni. A Brežice-Obrežje, lungo la direttrice Lubiana-Zagabria, c’è stata una riunione tra municipalità polizia e sottosegretario Špenga proprio per cercare delle soluzioni al problema file. È stato deciso che sarà predisposta una precisa segnaletica per la viabilità e ci sarà anche un semaforo all’ingresso del piccolo centro sloveno per permettere una qual “normalità” al traffico degli abitanti locali. La polizia ha altresì annunciato che i controlli sui pullman avverranno già a bordo dell’automezzo onde evitare attese che, nei giorni scorsi, per alcune autocorriere ha toccato anche quota nove ore al cui confronto anche Check-point Charlie a Berlino era un dilettante.

«Chiediamo un immediato e definitivo ritiro delle disposizioni europee che ostacolano la mobilità dei lavoratori frontalieri e delle persone tra Croazia, Slovenia e Italia, rischiando di ostacolare le relazioni e la cooperazione tra popolazioni unite da relazioni economiche, sociali e culturali». È questo, infine l'appello lanciato dal Consiglio sindacale interregionale Friuli Venezia Giulia-Slovenia in un documento approvato in vista del tradizionale incontro transfrontaliero organizzato ogni anno alla vigilia del Primo maggio.

Video del giorno

Elezione del presidente della Repubblica, prima votazione per il Quirinale a Montecitorio: diretta

Porridge di avena alla pera e nocciole

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi