Giro di vite sui ciclisti nella zona rossa

Un cartello fai da te nel centro storico che invita a non entrare con le bici

Il Comune vuole far rispettare le disposizioni a suon di multe: da subito i divieti in centro storico e sulla diga. A disposizione le piste ciclabili

GRADO La stagione turistica, tempo permettendo, parte in anticipo con l’arrivo dei turisti (austriaci, tedeschi e italiani) e immancabile arriva l’invasione delle biciclette. Un punto di forza per Grado, con le sue ciclabili, che dalla scorsa estate ha usato il pugno di ferro verso le due ruote che non rispettano i divieti. E adesso la situazione si ripropone...

Il Comune ricorda le zone rosse interdette alle bici: il lungomare che corre ai margini della spiaggia libera e sulla diga, l’area del centro storico, i viali Europa e Dante sino alle ville Bianchi, il tratto di via Caprin dall’ufficio postale sino all’incrocio con via Marina. Quello dell’amministrazione Raugna, dopo le multe e le polemiche dell’estate scorsa, è un avvertimento soft con tanto di cartelli (presenti dalla scorsa estate e mai rimossi, anche se d’inverno spesso si è chiuso un occhio) ma adesso si torna a fare sul serio.

Attenzione alle multe, dunque, sembra dire il Comune non solo ai turisti e ai gradesi notati a pedalare soprattutto lungo la diga, ma anche un invito ai responsabili delle attività ricettive di informare i clienti sui rischi. Rispettare il codice della strada con tutti i divieti è la parola d’ordine: ciclisti compresi. La tolleranza zero, davanti all’arrivo massiccio a Pasqua e durante i ponti del 25 aprile e del 1 maggio, è pronta a riguardare chi snobba i cartelli di divieto. Ecco allora lo slogan lanciato dal Comune per ricordare le regole: “Quando vuoi ma non dappertutto” il che rimanda subito alle numerose, e pesanti, multe affibbiate lo scorso anno e che potrebbero ripetersi già in queste giornate.

L’invito è a usare le ciclabili, secondo una classificazione. Il percorso ciclo-pedonale che si snoda dal Parco delle Rose, al tratto iniziale di viale Dante per proseguire accanto alla spiaggia principale in viale Regina Elena, largo San Grisogono e raggiungere l’anello del centro storico, è da considerarsi un percorso ciclabile lento. Un percorso tipico della mobilità dolce, in quanto frequentato da molti pedoni tra cui famiglie con bimbi dove i ciclisti hanno il dovere di procedere lentamente.

È invece considerata una ciclabile panoramica quella delle rive lungo il canale della Schiusa che va a raccordandosi con la lunga ciclabile dei campeggi che prosegue poi fino alla Cavanata e al Caneo in zona Fossalon. Dall’altra direzione prosegue invece sino a quasi la rampa del ponte dove per poter proseguire sulla meravigliosa ciclabile della laguna per Belvedere, è necessario transitare lungo il pericoloso (per via del traffico) ponte girevole. C’è infine il percorso ciclabile di viale dei Moreri che si raccorda con via Galilei, via Carducci, via Caprin, via Morosini, per giungere sino al porto considerata come una ciclabile di servizio perché molto utilizzata da chi lavora e deve poter procedere con una certa celerità.

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