A maggio la musicoterapia entra al San Giovanni di Dio

La musicoterapia entra nell’ospedale di Gorizia per accompagnare in un percorso mirato i pazienti con grave cerebrolesione acquisita. Il progetto, che partirà dal mese di maggio nel modulo Gca,...

La musicoterapia entra nell’ospedale di Gorizia per accompagnare in un percorso mirato i pazienti con grave cerebrolesione acquisita. Il progetto, che partirà dal mese di maggio nel modulo Gca, interesserà 9 pazienti e si articolerà in 10 sedute individuali, è stato presentato ieri mattina al San Giovanni di Dio dai due musicoterapisti che condurranno le sedute, Chiara Maria Bieker e Gianluca Micheloni, alla presenza, tra gli altri, del dg dell’Aas 2 Giovanni Pilati, della responsabile delle professioni sanitarie Enza Pellizzari, del primario dell'unità di riabilitazione e rieducazioni Marsilio Saccavini, di infermieri, operatori e parenti dei pazienti. «Oggi sono cambiati i bisogni assistenziali delle persone - ha detto Pilati, visibilmente commosso nel ringraziare anche i famigliari delle persone colpite da gravi cerebrolesioni per l'apprezzamento dimostrato per i suoi sforzi -, e così devono adeguarsi e cambiare anche i nostri servizi. È il caso di questo progetto, dietro al quale c'è una squadra formidabile». Con Pilati un po’ tutti coloro che sono intervenuti hanno sottolineato la modernità del progetto che porta la musicoterapia al San Giovanni di Dio, e i grandi benefici che le persone ospitate dal modulo Gravi cerebrolesioni acquisite - che, inaugurato nell'ottobre 2015, oggi segue 9 pazienti, con uno ulteriore che è dato in arrivo a maggio - potranno ottenere da questo percorso terapeutico. Gli obiettivi della musicoterapia, che in molti Paesi del nord Europa e negli Usa è già ampiamente riconosciuta e trova applicazione stabile negli ospedali pubblici, sono stabilire un contatto e promuovere un dialogo con il paziente, attraverso la musica. «La musicoterapia consiste in una serie di tecniche volte a migliorare la qualità della vita delle persone - ha detto Bieker -: la musica e il suono in generale agiscono nel nostro profondo, anche a livello vegetativo, sono fonte di piacere e rappresentano uno stimolo per i pazienti". Dei nove pazienti attualmente ospitati dal nucleo Gca, 4 avevano già sperimentato la musicoterapia in passato (quando si trovavano a Villa San Giusto), mentre altri 5 vivranno per la prima volta quest'esperienza».

Marco Bisiach

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