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La galleria sotto via Carducci è a rischio di cedimento

Le volte sotto le quali scorre il torrente Chiave scricchiolano per 160 metri. Messa in sicurezza affidata ad AcegasApsAmga. Costerà almeno un milione

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Il torrente Chiave, sotto via Carducci, in una foto di Giulio Benussi del 1977 

Le volte del torrente sotterraneo Chiave in via Carducci rischiano di crollare.

I lavori di consolidamento iniziati a gennaio da AcegasApsAmga, che ha in gestione il sistema idrico integrato, nel tratto dell'arteria stradale a pochi passi dall' incrocio con via Milano, hanno evidenziato un problema più grave del previsto. Per 160 metri le volte in pietra della galleria, che copre il torrente, stanno crollando. Con il serio rischio di un cedimento, magari mentre un mezzo pesante, un autobus, transita sul quel tratto di strada. «Siamo costretti ad intervenire immediatamente, verrà transennato un tratto un po' più ampio di via Carducci con disagi inevitabili per gli automobilisti», spiega il sindaco Roberto Dipiazza. «Mi dispiace - aggiunge - perché quello è un asse di scorrimento tra le più importanti del centro, ma i cittadini devono comprendere che è un intervento a tutela della loro sicurezza». I primo cittadino con i tecnici del Comune e di AcegasApsAmga ha già fatto diversi sopralluoghi per valutare l'impostazione del cantiere e la gestione del traffico.

Il restringimento di via Carducci dovuto al cedimento delle volte sotto la carreggiata (foto Lasorte) 

Quelle volte del sistema fognario sono tutelate dalla Soprintendenza. «Abbiamo comunicato subito alla Soprintendenza quanto sta accadendo evidenziando l'urgenza di intervenire», dichiara Dipiazza. E facendo leva sull'articolo 27 del codice che consente l’attivazione di procedure urgenti per evitare danni al bene tutelato, è già stato dato il benestare all'opera. Dalle prime valutazioni, l'intervento prevede un investimento di almeno un milione di euro.

«Le spese verranno ragionevolmente assorbite nella programmazione del Cato, la Consulta d'ambito», spiega il dirigente dei Lavori Pubblici comunali, Enrico Conte. «Le tempistiche - aggiunge - non sono ancora definite: stiamo attendendo il progetto di AcegasApsAmga».

La vicenda. Tutto ha inizio alla fine dello scorso anno quando commercianti della zona, tassisti e soprattutto autisti della Trieste Trasporti avevano segnalato al Comune dossi, avvallamenti e cedimenti sulla corsia preferenziale di via Carducci nel tratto davanti all'agenzia Unicredit, in prossimità dell'incontro con via Milano. Per precauzione nel dicembre scorso erano state sistemate transenne per limitare quel tratto di strada.

Il cantiere doveva partire intorno alla metà di gennaio. Invece tutto fermo e si erano verificate proteste per il ritardo. «Eravamo al corrente che AcegasApsAmga stava predisponendo il progetto per l'intervento da avviare nei primi mesi dell'anno - segnala il presidente della Commissione comunale ai Lavori Pubblici, Michele Babuder - la complessità dell'intervento impone però tempistiche più lunghe».

Le verifiche sotterranee dei tecnici AcegasApsAmga avevano rilevato l'amara sorpresa. «Inizialmente il problema sembrava riguardare solo una trentina di metri - confermano da AcegasApsAmga - invece con un'ispezione sotterranea abbiamo valutato la serietà della situazione e verificato che la tenuta delle volte è a rischio per 160 metri». Una situazione che impone un intervento più complesso. I triestini si dovranno abituare all'idea che in quel tratto di via Carducci si registreranno inevitabili disagi.

«Il torrente Chiave - riferiscono dagli uffici tecnici dell'ex municipalizzata - è molto importante dal punto di vista idraulico-fognario, in quanto è il raccoglitore di acque bianche e nere più grande di Trieste». Il Chiave, o torrente Grande, è formato dall'unione di due torrenti, il Settefontane e il Farneto, riceve più a valle le acque del rio Romagna e del rio Scorcola.

Raccoglie le acque di un bacino di 1.560 ettari. Il torrente, all'altezza di piazza Dalmazia, ospita un impianto che separa le acque scure da quelle chiare indirizzando le prime, attraverso un sistema a pompe, verso il depuratore di Servola e le altre verso il mare. Il Chiave sfocia infatti tra il Molo III e il Molo IV in Porto Vecchio.

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