Fincantieri-Saint Nazaire, tre mesi per varare l’Airbus dei mari

I cantieri di Saint Nazaire in Francia

Fincantieri, la road map dell’acquisizione di Saint Nazaire. Massolo: «Non un obiettivo ma la tappa di un progetto europeo»

MILANO. È tempo di preparare le valigie per i top manager di Fincantieri. Perché nei prossimi giorni inizia un viaggio via mare che porterà la dirigenza del gruppo triestino ai quattro angoli del mondo. Si parte tra una settimana circa, a metà aprile, per Seul dove negli uffici del Tribunale fallimentare verrà posta la firma in calce al contratto di acquisizione dei cantieri navali di Saint Nazaire, ramo d'azienda francese di Stx ora in liquidazione. L'accordo sul prezzo c'è già, e si parla di 80 milioni di euro per issare la bandiera italiana sul più grande bacino navale d'Europa.

La trasferta coreana però durerà poco. Bisogna tornare in Francia e definire nei dettagli quel passaggio di consegne che i cugini d'oltralpe, politici e sindacati su tutti, hanno faticato non poco ad accettare. Dopo l’intesa di massima raggiunta per lo sbarco della società triestina nel sito produttivo transalpino, come rivelato dal ministro dell'Industria, Christophe Sirugue, Fincantieri avrà il 48% di Stx France; e sarà affiancato dalla Fondazione CRTrieste con circa il 6%. Lo Stato francese manterrà il 33% della compagine azionaria e Dcns, operatore francese attivo nel marittimo militare, avrà il 12%. C'è poi l'impegno scritto a mantenere questo assetto per 8 anni.

Nei prossimi 60 giorni si esprimerà sull'operazione il comitato d'impresa francese, che è un organo puramente consultivo in rappresentanza dei lavoratori. A luglio dunque l'Airbus dei mari dovrebbe essere pronta al varo. E alcuni top manager del gruppo guidato da Giuseppe Bono installeranno il proprio quartier generale tra Saint Nazaire e Parigi. Perché saranno tre i rappresentanti italiani all'interno del consiglio di amministrazione di Stx France. Altri tre membri del Cda saranno osservatori indipendenti, un consigliere sarà espressione della Fondazione CRTrieste, e poi ci sarà un direttore, probabilmente - ma non è detta l'ultima parola - nominato dal governo francese e un membro di Dcns.

Servirà comunque un bagaglio completo e adatto a tutte le stagioni: quello che accompagnerà i manager Fincantieri. Perché l'accordo con cui la società triestina sbarca in Francia spalanca le porte a un mercato globale. Di fatto la nuova società dominerà oltre il 60% del settore della crocieristica mondiale. «L'acquisizione di Stx France - ha spiegato ieri il presidente di Fincantieri Giampiero Massolo a margine del Workshop Ambrosetti di Cernobbio - non è un obiettivo in sé ma una tappa di un progetto di integrazione europeo più ampio nel settore della cantieristica di cui Fincantieri si è sempre fatta promotrice».

E «vedremo man mano che passerà il tempo come dare questo contenuto europeo». Del resto, «il futuro non è farsi concorrenza fra di noi all’interno dell’Europa, ma è fare fronte comune per affrontare meglio il mercato mondiale», ha aggiunto Massolo ricordando che con Dcns «Fincantieri intrattiene da molto tempo un rapporto di molto proficua collaborazione: siamo concorrenti dove dobbiamo esserlo ma collaboriamo anche molto intensamente in vari settori, abbiamo progetti in comune, abbiamo fatto belle realizzazioni insieme». Progetto europeo, dunque: «La formula - ha aggiunto con prudenza Massolo - fa presupporre ulteriori sviluppi futuri, ma non è il momento di parlarne, vedremo dopo la formulazione del contratto». Anche perché il giro del mondo che attende i vertici Fincantieri riguarda anche la costruzione di navi militari che potrebbe diventare un business di rilievo, al pari a quelle delle crociere.

Il bacino di Saint Nazaire impiega 2.600 persone, fattura circa un miliardo di euro l'anno (Fincantieri ha ricavi per circa 4 miliardi), e ha un portafoglio ordini di circa 5 miliardi fino al 2026. Non solo crociere, ma anche naviglio militare. E proprio per questo il sito è definito strategico da Parigi, come conferma l'ingresso del player specializzato nei sistemi di difesa marittimi Dcns. E lungo questa corrente inizia il prossimo viaggio di Fincantieri e dei suoi top manager. Perché la società italiana si presenterà con un peso post acquisizione di tutto rilievo nella mega-commessa da 25 miliardi di euro per le nove fregate destinate alla marina australiana.

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