La maggioranza diserta la riunione e scarica il presidente

Solo i capigruppo dell’opposizione all’incontro del mercoledì convocato dal numero uno del Consiglio comunale Gabrielli

Il presidente del Consiglio comunale chiama la riunione dei capigruppo e i capigruppo della maggioranza non rispondono in blocco. Il primo vero strappo della maggioranza lo incide con il bisturi il chirurgo cattolico Marco Gabrielli della Lista Dipiazza. Piero Camber (Forza Italia), Vincenzo Rescigno (Lista Dipiazza), Paolo Polidori (Lega) e Claudio Giacomelli (Fratelli d’Italia) hanno marcato visita alla riunione settimanale. Non si sono fatti vedere.

Uno sgarbo istituzionale senza precedenti. E l’avevano pure fatto presente agli altri capigruppo con un’email preventiva inviata dalla segreteria dei gruppi di maggioranza: «Premesso che sono state convocate ben quattro commissioni, oltre alla capigruppo, e considerando che non per tutti l’organizzazione logistica risulta agevole, atteso inoltre che non sono previsti argomenti nuovi o di particolare importanza, anche perché la seduta del Consiglio di giovedì è già stata organizzata, si informa che domani i capigruppo di maggioranza non parteciperanno alla seduta».

Ma il presidente del Consiglio non ha voluto sentire ragioni e ha confermato l’incontro. Così ieri alle 13, all’appuntamento con Gabrielli, si sono presentati solamente i capigruppo dell’opposizione: Paolo Menis (M5S), Fabiana Martini (Pd), Roberto de Gioia (Socialisti) e Maria Teresa Bassa Poropat (Cittadini). E la riunione, in assenza del numero legale, è risultata nulla. «Oggi sciopero dei capigruppo della maggioranza di centrodestra al Comune di Trieste, manca il numero legale», scrive su Facebook Menis, postando la foto delle sedie vuote. «Prima mi ha chiamato il giornalista de Il Piccolo: gli ho detto che oggi non avrei risposto alle sue domande e così è stato», annuncia sui social Gabrielli che non l’ha presa molto bene.

«Non è mia intenzione rispondere a nessuna domanda che mi porrà oggi», dichiara al telefono prima ancora di sapere l’argomento. Non si aspettava la defezione della maggioranza? «È convinto di stare in sala operatoria. Non ascolta nessuno. Vuole fare di testa sua», commenta uno dei capigruppo che hanno disertato la riunione. Una quasi “sfiducia” al presidente del Consiglio comunale che non accetta “consigli” dalla sua maggioranza. «La riunione della capigruppo sarebbe stata la quinta commissione della giornata. Gli era stato detto di non farla in tutti i modi possibili», spiega il forzista Camber. «Non c’era nulla di serio all’ordine del giorno. Il problema di Gabrielli è che è molto metodico. Siccome il mercoledì è la data fissata per la capigruppo, lui mercoledì alle 13 l’ha chiamata. Ma non è un obbligo prescritto dal dottore quello di trovarsi il mercoledì. Non ha senso chiamare la riunione a vuoto», aggiunge Camber che è uno dei veterani del Consiglio comunale.

Il caso è quindi scoppiato. E la frattura tra la presidenza del Consiglio e la maggioranza si è consumata proprio ieri alle 13. Una “fronda” che non sarà senza conseguenze. «Non si possono fare cinque commissioni in un giorno. Lo capirebbe chiunque», spiega un altro capogruppo. «Non ci siamo presentati perché non la ritenevamo opportuna. C’era la sovrapposizione di altre commissioni. Inoltre era superflua visto che avevamo già discusso del Consiglio comunale di domani (oggi, ndr). L’abbiamo fatto presente al presidente del Consiglio. Non ha capito. Dovrebbe cominciare ad ascoltare», accusa il leghista Polidori.

Dall’altra parte l’opposizione si è presentata compatta per evidenziare la frattura della maggioranza. La fortezza del centrodestra triestino non è così compatta. Un mese fa era stata estromessa d’ufficio da una commissione un’esponente di Rivolta l’Italia, Barbara Dal Toè, eletta nella Lista Dipiazza, per punirla di alcune prese di posizioni critiche. Un’epurazione rientrata nel giro di 48 ore quando si era rischiato l’effetto boomerang. Ora però la cosa rischia di essere più pesante. Tocca al chirurgo Gabrielli tentare di ricucire. L’esperienza in questo campo non gli manca.

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