Iscrizioni e immatricolazioni all'Università di Trieste: quattro casi esemplari

Uno scorcio del piazzale d'ingresso alla sede centrale dell'Università

Cosa è cambiato, negli anni, nei dipartimenti di ingegneria e architettura, chimica e farmacia, economia e matematica, scienze politiche. Lo raccontano i rispettivi direttori: Rosato, Geremia, Zaccarin, Tonolo

L'inedita serie storica (1990-2016) di dati riguardanti le immatricolazioni e le iscrizioni all'università di Trieste tocca non solo i 68 corsi di studio attivati quest'anno dall'Ateneo, ma anche quelli lanciati negli anni passati e in estinzione una volta terminate le carriere degli studenti (spesso fuori corso) ancora iscritti. 

Abbiamo parlato con i direttori di quattro dipartimenti cardine di UniTs: le loro parole aiutano a capire come è cambiata l'offerta formativa negli anni, perché alcuni corsi sono stati aperti o chiusi e valutare lo stato di salute di ciascun settore educativo. 

Paolo Rosato, direttore del dipartimento di ignegneria e architettura.
“Al momento il mio dipartimento offre 14 corsi attivi. C’è un’anima tecnica che fa riferimento ai corsi di ingegneria (industriale, elettronica e informatica, civile e ambientale e navale) e un’anima più umanistica, quella di architettura. Per quanto riguarda gli iscritti, fino al 2009/10 abbiamo avuto un trend positivo simile a tutte le università nazionali. Siamo cresciuti molto dal ’92 al ’94, in maniera un po’ più lenta dal 2008 in poi. In parte questo è dovuto alla posizione periferica di Trieste, alla sua collocazione geografica e al territorio di riferimento contenuto. Ciononostante, nell’area dell’ingegneria dell’informazione c’è grande richiesta di laureati, maggiore addirittura rispetto alla domanda locale. L’iniziativa recente Talent Acquisition permette alle imprese di fornire borse di studio per i corsi di laurea magistrale e di ingegneria dell’informazione e della comunicazione, contiamo che questo abbia un riflesso nei numeri dei prossimi anni. Ingegneria industriale e navale non hanno risentito del trend negativo quanto ingegneria informatica e delle telecomunicazioni. Nell’ambito dell’ingegneria civile e ambientale negli ultimi anni abbiamo avuto una flessione data dalla crisi del settore immobiliare e delle costruzioni. In generale, il calo di iscrizioni intorno al 2008/09 può essere dovuto alla crisi economica iniziata nel 2006 (ma che ha avuto un iniziale momento di inerzia. Forse ha colpito più la realtà triestina in cui bisogna trasferirsi qui di proposito rispetto ad altri territori in cui il costo di accesso è più contenuto e si può fare pendolarismo"

Offerta didattica. "Negli anni ’90 erano attivi una decina di corsi di studio, ma tutti quinquennali. Il triennale è rimasto identico, ma c’è stata una diversificazione delle magistrali. Il 3+2 e la riforma Gelmini hanno determinato più frammentazione e, in teoria, più specializzazione, ma questo richiederebbe più corpo docente che invece si è ridotto del 30%"

Docenti. "Ad oggi 30 tra ricercatori, associati e ordinari di ingegneria civile e architettura e 69 docenti di ingegneria industriale e dell’informazione. Nel 2000 ne avevamo rispettivamente 36 e 90. In totale ne abbiamo persi dunque 27, e questo ha portato sia a una diminuzione dell’offerta formativa, ma anche ad una sua razionalizzazione e alla creazione di corsi più robusti" 

Immatricolazioni. "Le triennali offrono dati confortanti, stiamo soffrendo un po’ di più sulle magistrali ma che comunque sono in crescita negli ultimi 3 anni"

Nuove assunzioni. "Con l’ultima tornata portiamo a casa 8 nuovi prof associati, 1 esterno e 7 interni a cui si aggiungono un nuovo ordinario e un ricercatore a tempo determinato di tipo B. Una bella iniezione di forze nuove che ci permette di rafforzare l’attuale offerta didattica e renderla sostenibile nel medio periodo" 

Silvano Geremia, direttore del dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche
“I nostri corsi di studio, tutti con insegnamento a Trieste, sono unici in regione e da poco meno di un decennio sono ad accesso programmato, la numerosità è quindi bloccata. L’assorbimento dei fuoricorso procede, il numero è abbastanza basso, intorno al 20%. L’aumento degli studenti riflette dunque un aumento dell’efficienza. Dal punto di vista tecnico abbiamo puntato sulla qualità dei corsi di studi, preferendo erogare quelli che permettono di frequentare in modo adeguato i laboratori. Abbiamo avuto un notevole incremento di immatricolazioni per le magistrali di chimica, quasi raddoppiati.

In totale i nostri studenti sono intorno al migliaio. Per la triennale il numero programmato è di 50 studenti; per CTF di 60, per Farmacia di 85. Sono però aumentate le richieste. Una cosa molto importante da sottolineare è che da quest’anno abbiamo introdotto una modalità di test online Cisia che dalla prossima settimana offrirà già la possibilità di svolgere il test di accesso.

Le risorse sono quelle che sono: in ogni modo, il costo per ogni ora di laboratorio per studente rimane molto basso, meno di quanto si spende in benzina per farsi un giro in macchina di un’ora. Il perché di questo boom? Sicuramente la chimica è diventata centrale rispetto alla ricerca grazie anche alla valorizzazione della bio-economia e delle economie sostenibili. Il tipo di ricerca che va sotto il nome di chimica verde, con attenzione dunque a non inquinare, ha trainato le iscrizioni.


Susanna Zaccarin, direttrice del dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali, Matematiche e Statistiche
“Guardando il mero dato numerico degli iscritti, siamo quasi dimezzati. Ma al di là del lato quantitativo, l’offerta formativa per uno studente interessato all’ambito economico aziendale o statistico non è cambiata in maniera considerevole dagli anni ‘90. Continuiamo ad avere due percorsi, uno più economico e uno più aziendale. Statistica, invece, è un corso di nicchia ma fa parte della tradizione della facoltà, è stato il secondo in Italia. Siamo passati qui dalla trentina di matricole nel 2011 fino ad oggi che siamo una settantina (il limite massimo è 100). A Firenze, per dire, ce ne sono 35/40"

"Come dipartimento abbiamo introdotto nel ’14/15 l’accesso al numero programmato per l’area di economia e management. Le numerosità sono state modificate da un recente decreto ministeriale: 250 matricole nei percorsi triennali di economia aziendale, uno dei più numerosi, e 200 per la triennale di economia. Per la triennale di statistica parliamo di 100 studenti, invece, in aumento di 25 unità. Stiamo mantenendo anche quest’anno la scelta del numero chiuso. Il primo anno abbiamo avuto un crollo passando da un accesso libero ad uno programmato, ma stiamo riprendendoci lentamente già dal ’15/16 e nel ’16/17. Le domande superavano di poco i posti a disposizione. E’ difficile tuttavia offrire qualcosa di unico: ci sono corsi simili a Udine, Pordenone, Venezia, Padova, Verona, Trento, limitandoci solo al Triveneto. I nostri sono corsi con un bacino molto locale o regionale. Le specialistiche invece sono ad accesso libero. Sulle magistrali si può fare meglio di certo, ma Scienze Statistiche ed Attuariali ha un numero di iscritti che ci rende soddisfatti. Di corsi simili ce ne sono solamente altri due in Italia, a Roma e Firenze. In questo panorama, con un focus molto specialistico, un numero di 30 iscritti è più che buono. Il 90% di essi sono studenti della triennale, ma ce ne sono altri che vengono da fuori o da altre triennali come fisica. Per quanto riguarda la magistrale di Strategia e Consulenza Aziendale, abbiamo una ottantina di iscritti, con dato aggiornato a dicembre 2016, mentre in quella di Economia siamo oltre 20 studenti. L’ultimo anno erano la metà. Dall’anno prossimo, infine, parteciperemo come dipartimento ad un corso di laurea magistrale interdipartimentale e interateneo in collaborazione anche con la Sissa e Udine, completamente in inglese (Data Science and Scientific Computing)"

Sara Tonolo, direttrice del dipartimento di Scienze Politiche e Sociali
"
L’offerta formativa del nostro dipartimento è differenziata e unica in regione oltre ad essere primi nelle classifiche Censis degli atenei statali per didattica triennale nell’area socio-politica.  

"Il numero complessivo di iscritti è immatricolati è in controtendenza: siamo stabili o in crescita, sia nelle triennali che nelle magistrali. A Gorizia, per la magistrale di Diplomazia e cooperazione internazionale, c’è il numero chiuso, sempre rispettato, di 120 unità, e le domande sono sempre più del doppio. Puntiamo ad arrivare a 70 iscritti quest’anno. Quando abbiamo notato un decremento dalla triennale alla magistrale, abbiamo modificato la magistrale goriziana da Scienze Diplomatiche a Diplomazia e Cooperazione Internazionale, in parte in inglese, per riflettere le nuove tendenze del mestiere. Una modifica pensata due anni fa e attiva da quest’anno accademico. A Trieste, dove come magistrale abbiamo Scienze del Governo e delle Politiche Pubbliche, ci sono una settantina di iscritti. E’ pensata per l’amministrazione pubblica, attrattiva soprattutto per quegli studenti che vengono fuori regione. Entrambi i percorsi offrono tirocini: a Gorizia sono obbligatori, a Trieste no ma spingiamo gli studenti a fare esperienze. Sono attivati pertanto circa 100 posti di mobilità Erasmus. Per la triennale di Trieste di Scienze Politiche e dell’Amministrazione siamo intorno a 200 studenti, è un dato ormai consolidato e non possiamo superarlo. Per la magistrale ci assesteremo intorno alle 80 unità".

"Ci attendiamo per l’anno prossimo un ulteriore miglioramento: oltre al valore della nostra didattica, conta molto anche il valore della nostra ricerca"   

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