Trieste, Fincantieri riapre la partita in Francia. Il titolo vola in Borsa

Una veduta della Fincantieri a Monfalcone

Le ipotesi di uno scambio azionario con il colosso militare Dcns per sbloccare il dossier Stx. Gli analisti: scenario nuovo

MILANO. La partita di Fincantieri in Francia si riapre di colpo. Nel corso della seduta di ieri, il titolo della società cantieristica ha guadagnato l'8,76% a Piazza Affari in una seduta incolore per il listino in generale (+0,1%).

Segno che, dopo giorni di tensioni, si starebbe avvicinando l'intesa per l'acquisto di Stx France.

L'ipotesi sarebbe quella di uno scambio azionario con il colosso militare Dcns e una governance condivisa, in modo da convincere il governo francese a creare un campione europeo del settore.

Anche se pare difficile che si arrivi a una firma in tempi brevi, data la prossima scadenza elettorale (il primo turno delle presidenziali è in calendario il 23 aprile prossimo) che ha spinto il Governo uscente a minacciare una nazionalizzazione (attualmente lo Stato transalpino ha una partecipazione del 33,3%), invitando il gruppo italiano a restare sotto la maggioranza assoluta.

Questo dopo che la società triestina era stata ritenuta il migliore offerente dal tribunale fallimentare di Seul nel processo di vendita del 66,6% della Stx France da parte del gruppo coreano Stx offshore & shipbuilding.

«L'ipotesi di uno scambio delle quote spariglia lo scenario così come lo abbiamo visto finora», commenta un analista, «e crea le condizioni per far traballare le chiusure finora granitiche dell'esecutivo transalpino. Non dimentichiamo», aggiunge l'esperto, «che da parte del Governo italiano è in corso un pressing da lungo tempo, che finora è rimasto sotto traccia solo per evitare effetti controproducenti».

Dunque la nuova prospettiva "è concreta", per l'esperto, che comunque avverte: «Le modalità dell'operazione saranno decisive per capire fino a che punto l'azienda italiana potrà davvero contare nel nuovo soggetto". Nei report ufficiali, gli analisti esprimono ottimismo sul titolo, pur senza sbilanciarsi sulla possibilità di una svolta prossima delle trattative.

Banca Imi proprio ieri ha alzato la raccomandazione da "add" (cioè "aggiungere") a "buy" ("comprare"), con il prezzo obiettivo che passa da 0,52 a 0,90 euro, vale a dire circa il 20% in più rispetto ai corsi attuali. Un balzo spiegato dal broker del gruppo Intesa SanPaolo alla luce della solidità mostrata da Fincantieri sul fronte dei conti e dei «tanti driver di breve termine che secondo noi potrebbero portare a un ulteriore miglioramento dei dati del gruppo».

La stima di Ebitda 2017 sale del 13%, mentre quella sull'Eps rettificato aumenta del 64%. Ancora più ottimista è Banca Akros, che proprio nella giornata di ieri ha avviato la copertura sul titolo con rating "buy" e prezzo obiettivo a 1 euro.

Gli analisti si aspettano che i margini e la generazione di cassa miglioreranno nei prossimi anni grazie a volumi maggiori, un mix di prezzo più favorevole e minori rischi di esecuzione nel segmento cruise. Inoltre, Akros stima «volumi molto più forti nel ricco business navale e un maggior contributo dalle attività ad alto valore aggiunto dell'equipment, systems e services».

Dalla società non arrivano commenti, segno evidente del fatto che si tratta di un momento delicato e ogni uscita può provocare danni. Del resto, solo due giorni fa l'amministratore delegato Giuseppe Bono era stato chiaro in merito: «Difenderemo le nostre ragioni», aveva sottolineato, ricordando che Fincantieri ha messo a punto un progetto industriale "importante" per i cantieri di Saint-Nazaire, in un mercato che privilegia le dimensioni aziendali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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