Beffa Motorizzazione, Trieste depotenziata

La sede della Motorizzazione di via Mazzini

La direzione centrale di Udine ha accentrato competenze e decisioni chiave. Allarmati autotrasportatori, tassisti e autoscuole: «Tempi d’attesa più lunghi»

TRIESTE. L’abolizione delle Province ha provocato un terremoto all’interno della Motorizzazione civile. Dando vita a una Motorizzazione civile regionale con una direzione a Udine e quattro sedi territoriali, ma senza più l’autonomia operativa precedente, nelle province di Trieste, Gorizia e Pordenone oltre che in quella udinese.

Una trasformazione che a Trieste sta comportando dei problemi ad alcune categorie che lavorano a stretto contatto con la Motorizzazione e che prima avevano come unico riferimento gli uffici di via Mazzini.

«Ora c’è una certa confusione, ci sono incertezze sulle competenze con un conseguente rallentamento nell’erogazione dei servizi», sostengono a gran voce i titolari delle autoscuole, delle agenzie di pratiche auto e i rappresentanti dei tassisti.

«Ci hanno scippato anche questa realtà, facendo risultare la sede di Trieste come un terminale della sede friulana», accusano. Di fatto, dopo il 1° luglio 2016, in applicazione della legge regionale 26 del 2014 in materia di riordino del sistema Regione-Autonomie locali nel Friuli Venezia Giulia, la sede triestina dipende da Udine.

Mentre quando la Motorizzazione dipendeva dalla Provincia, il referente per il direttore degli uffici di via Mazzini si confrontava con l’assessore provinciale competente - Vittorio Zollia l’ultimo assessore di riferimento - e prendeva decisioni organizzative e operative autonomamente, misurando il servizio da erogare sulle esigenze del territorio.

Tra le decisioni adottate col passaggio alla Regione c’è stata anche quella di accentrare alcune funzioni: l’Ufficio autoscuole ora è a Udine come pure quello delle scuole nautiche o quello degli studi di consulenza automobilistica. L’Ufficio contenziosi è a Pordenone. È in approvazione, tra l’altro, un nuovo Regolamento regionale in materia.

«Ci è già stato anticipato - spiega Paolo Crozzoli, coordinatore regionale di Confarca, la realtà che rappresenta le autoscuole - che per adeguare le tariffe a livello regionale ci sarà il raddoppio per Trieste di quella applicata per l’esame di guida (oggi di 12 euro, ndr) e che aumenteranno pure i costi dell’esame per diventare istruttore o insegnante di scuola guida».

Per ottenere l’immatricolazione di un taxi prima i tassisti attendevano al massimo una settimana mentre ora anche 20 giorni. «Ieri un collega ha prenotato un’immatricolazione e gli è stato dato appuntamento al prossimo 21 aprile - denuncia Antonio Chersi, rappresentante dei tassisti in Confartigianato -, per noi restare tre settimane senza taxi e senza poter lavorare è un danno enorme».

«Ieri nel corso di un’incontro la direzione regionale ci ha spiegato che è un ritardo dovuto all’adozione del nuovo sistema - aggiunge -, speriamo che le criticità si risolvano quanto prima». «Per l’attività ordinaria, gli operatori delle autoscuole, scuole nautiche e degli studi di consulenza continueranno a rivolgersi agli sportelli di Trieste - sostengono i vertici regionali di Confarca - dove però non potranno essere valutate le anomalie e decisi i casi particolari che dovranno passare necessariamente per i responsabili di Udine».

«Le commissioni dell’autotrasporto conto terzi o conto proprio - segnala Rita Rapotez, responsabile di Confartigianato Trasporti Trieste - prima erano provinciali, con rappresentanti locali delle diverse associazioni di categoria. Ora invece si va verso una commissione regionale con attorno al tavolo i referenti regionali: il rischio è di perdere di vista le difficoltà dei singoli territori».

«Chi lavora da anni a Trieste ha maturato delle competenze che speriamo vengano valorizzate da un accentramento a Udine», sottolinea Rapotez. «I dipendenti locali stanno dando il massimo per rendere questo passaggio ad una direzione regionale meno traumatico - aggiunge la referente di Confartigianato -. Speriamo che le lacune che oggi gli operatori rilevano facciano parte di una fase di rodaggio, di assestamento».

Da via Mazzini bocche cucite, nessuno è autorizzato a parlare o a rilasciare dichiarazioni. Può parlare solo il direttore di Udine, l’ingegner Sandro Chiarandini. Già questo è uno dei segnali evidenti del cambiamento.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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