Incidente in montagna, morti due alpinisti sloveni sul Jof Fuart

Un'immagine d'archivio del ghiacciaio dello Jof Fuart

La tragedia avvenuta sulle Alpi Giulie, in territorio italiano, ad una quota di 2350 metri

TRIESTE Li hanno visti alla fine della parete iniziale, legati assieme in cordata, morti assieme probabilmente per una caduta fatale. Vittime di un incidente ad alta quota, nel quale ha avuto probabilmente un ruolo decisivo e fatale il maltempo e la scarsa visibilità. Sono stati recuperati così, nel pomeriggio di martedì 4 aprile, i corpi di due alpinisti sloveni che hanno perso la vita sul monte Jof Fuart, nella catena del Montasio, l'ultima propaggine delle Alpi Giulie tra Friuli Venezia Giulia, Austria e Slovenia, nel Comune di Tarvisio.

I due, un uomo di 54 anni, residente a Bovec, e una donna di 49, proveniente da Lubiana, avevano deciso di percorrere la via «normale» al Jof Fuart che parte poco sopra il Rifugio Guido Corsi, a 1.900 metri circa, per giungere ai 2.666 metri dello Jof Fuart.

 

 

Dal 31 marzo non avevano più dato notizie di sé, e martedì mattina un allarme era stato diramato al Centro internazionale di Thörl Maglern, in Austria, e da qui smistato alla stazione del Soccorso Alpino di Cave del Predil e alla Guardia di Finanza di Sella Nevea.

Le ricerche sono partite alle 8, con l'impegno di dieci tecnici operativi, appartenenti alla Guardia di Finanza e del Soccorso Alpino. Intorno alle 12 sono state individuate le auto dei due alpinisti, ferme nel parcheggio sottostante il sentiero che conduce al Rifugio Corsi. Poco più in alto, e poco tempo dopo, c'è stata la scoperta dei due corpi, legati in cordata, individuati nei pressi della cosiddetta «galleria», un arco di roccia altro circa due metri sopra lo zoccolo della parete iniziale, a una quota di circa 2.350 metri.

Probabile una caduta lungo la via, ma gli accertamenti sono in corso, avviati dalle Fiamme Gialle di Sella Nevea. I recuperi sono stati resi difficoltosi dal meteo incerto: l'elicottero della Protezione Civile del Friuli Venezia Giulia ha avuto difficoltà a «bucare» la coltre di nubi presente in quota. Nel pomeriggio di martedì i due corpi sono stati infine raggiunti e riportati a valle

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