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La tomba del Duca D'Aosta cade a pezzi sul Sacrario malato di Redipuglia

Nonostante le promesse, il sacrario cade a pezzi. La tomba del comandante della Terza Armata cade a pezzi ed è stata transennata: una delle pietre dei tre gradoni che circondano il monumento si è sbriciolata

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REDIPUGLIA Mentre si discute nelle aule dei tribunali il Sacrario di Redipuglia cade letteralmente a pezzi.

Così, nelle scorse ore, sono apparse le transenne attorno alla grande struttura che ospita le spoglie del Duca D’Aosta. Un accorgimento necessario visto che una delle pietre dei tre gradoni che circondano il monumento si è letteralmente sbriciolata. Una misura precauzionale, quella che è stata adottata, proprio per evitare eventuali infortuni ai visitatori e nell’evenienza, non certo remota, che altre pietre facciano la stessa fine.

 

Redipuglia, sprofonda la tomba del Duca D'Aosta

 

Le pietre utilizzate negli anni Trenta sono diverse rispetto a quelle dei gradoni del Sacrario. È così dopo tanto sole, pioggia, neve e la scarsa manutenzione oggi evidenziano delle carenze a cui si doveva rimediare da tempo... Ma l’iter che avrebbe dovuto portare al completamento dei lavori entro quest’anno appare increbilmente incagliatosi nella morsa della burocrazia. Un deficit evidente che mette in serio pericolo quello che è il più grande Sacrario della Grande Guerra esistente in Italia.

L’attenzione, ora, è stata rivolta sul grande ripiano, che si trova dopo le prime due rampe della scalinata e dietro a un semplice altare in pietra, nel quale spicca evidente la grande tomba del Duca D’Aosta, ricavata alla base di un colossale blocco di marmo rosso proveniente dalla Val Camonica e dal peso di 75 tonnellate.

[[(MediaPublishingQueue2014v1) Redipuglia, transennata la grande tomba del Duca D'Aosta]]

La salma del comandante della Terza Armata, deceduto a Torino il 4 luglio del 1931, è stata collocata all’interno di una cripta chiusa da un’artistica cancellata. Dietro alla tomba del Duca d'Aosta, poi, sono state collocati cinque monoliti in granito con le urne di quelli che furono i suoi generali: Antonio Chinotto, Tommaso Monti, Giuseppe Paolini, Giovanni Prelli e Fulvio Riccieri.

Uomini che hanno fatto la storia dell’Italia e che meriterebbero tutta un’altra attenzione. Come la meritano le spoglie di 100.187 soldati italiani morti nel corso della prima guerra mondiale, 39.857 delle quali sono note e 60.300 ignote.

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) Al Sacrario di Redipuglia un ricorso blocca i lavori]]

Quando, nel novembre del 2015, venne inaugurata la “Piazza delle Pietre d’Italia” alla presenza del ministro della Difesa Roberta Pinotti e del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Luca Lotti, la presidente della Regione, Debora Serracchiani, concordò la conclusione dei lavori entro il 4 novembre del 2017. La risposta di Lotti, allora a capo della Struttura di missione per gli anniversari di interesse nazionale, ribadì l’impegno a rispettare la scadenza del 2017 anticipata rispetto a quella del 2018 inizialmente prevista.
 

La visita al Sacrario militare di Redipuglia


 

Un impegno che, ora, i contenziosi pendenti al Tar hanno vanificato (si attende il pronunciamento in merito ai lavori che, a settembre scorso, avrebbero dovuto interessare il Sacrario di Redipuglia, compresa la tomba del Duca D’Aosta: il 14 ottobre scorso la società arrivata seconda nella gara si è rivolta al Tar del Lazio contro la Presidenza del Consiglio dei Ministri e le imprese aggiudicatarie). E intanto, come detto, il monumento inaugurato il 18 settembre del 1938, dimostra tutto il peso dei suoi anni come hanno potuto notare anche ieri le scolaresche nella visita guidata in mezzo alle transenne.

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