Ritirata la petizione anti Parco del mare. Si chiude a 1335 firme

Lanterna “tricolore” per i 150 anni dell’Unità d’Italia (Bruni)

Passo indietro dopo che Paniccia ha “dimezzato” il progetto. L’attesa ora è per il Consiglio chiarificatore del 6 aprile

Il Parco del mare, ormeggiato virtualmente al molo Fratelli Bandiera (area Porto Lido, zona Lanterna, ex Cartubi), che ondeggia in attesa del Consiglio comunale chiarificatore di giovedì 6 aprile, perde la petizione avversa. Non luogo a procedere visto che per strada è mutato (o forse non era stato ben compreso) l’oggetto del contendere. La petizione è stata chiusa lunedì scorso con 1335 firme.

Il suo ritiro è conseguente all’intervista del 15 marzo a Massimo Paniccia, presidente della Fondazione CRTrieste, dove si parla di un «ridimensionamento di quasi la metà rispetto all’ipotesi iniziale”. «Paniccia dichiara di aver ridotto il concept di Chermayeff (il progettista, ndr) proprio “per superare le avversità suscitate dallo stesso in qualche settore cittadino” - spiega Giorgietta Dorfles, portavoce del Comitato “La Lanterna” che ha promosso la petizione -. È proprio questo, e solo questo, il motivo per cui abbiamo deciso di ritirare la petizione, perché non esiste più alcun elemento su cui esprimere una valutazione. Si tratta di un atto di correttezza e non di autocritica». Ovvero non si tratta di una retromarcia. Nel senso che il Comitato, che ora ha aperto pure una pagina Facebook, resta in attesa di capire esattamente di quale Parco del mare si sta parlando per Porto Lido. A partire dalle sue dimensioni e dal suo impatto sull’area della Lanterna.

È in atto un dibattito su verità e falsità che circolano attorno al progetto. I promotori, a partire dalla Camera di commercio con il presidente Antonio Paoletti in testa, hanno persino aperto un confronto sui social per smontare alcune informazioni inesatte che circolano sull’ultima versione del Parco del Mare. Il progetto “dimezzato” del Parco del mare, illustrato da Paniccia, prevede un acquario da 11mila metri quadrati, 5,5 milioni di litri d’acqua e un costo stimato di 47,7 milioni.

Punta a essere autostenibile già con 600mila visitatori annui. I sette metri di altezza, indicati nel concept di Chermayeff, erano solo un’ipotesi di scuola. «L’ipotesi di realizzare il Parco del mare in zona Porto Lido ha fin da subito, fine 2015, fatto riferimento alle dimensioni indicate nell’intervista del presidente della Fondazione CRTrieste Paniccia. Dimensioni condivise con la Camera di commercio e sulle quali si sono espressi a favore il Comune, già con il sindaco Roberto Cosolini, e la Regione. Le “non verità” inserite nella petizione, e riferite solamente all’immagine di un concept progettuale, avrebbero richiesto un adeguato approfondimento prima di essere proposte e diffuse con commenti non basati su elementi reali», ha precisato alcuni giorni fa Andrea Bulgarelli, ufficio stampa della Cciaa, invitando a ritirare la petizione.

Ma Giorgietta Dorfles non ci sta a passare per la portavoce di una petizione (ora ex) «basata sul falso e redatta solo per trarre in inganno la cittadinanza». «Se vogliamo ancora parlare di false informazioni, i nostri erano giudizi, cosa ben diversa, le assicurazioni che il Parco del mare si sarebbe visto solo dal molo Audace sono state smentite da una simulazione fatta dalla società Arsenal presso l’Area Science Park, inserendo sulla mappa in 3D della città il famoso cubone con le misure allora ventilate», aggiunge dando appuntamento a tutti alla verifica dell’aula comunale. Intanto la pagina Facebook “Parco del Mare di Trieste - Trieste Sea Park” ha raggiunto quasi 2.500 like (2.489 per la precisione) nonché 2.534 follower. La petizione ritirata del Comitato “La Lanterna” oltre 1.300 firme.

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