Trieste, ancora un incidente in galleria: l'attesa senza fine dei lavori

Il carrettiere morto nella galleria di Montebello negli anni '60, tra gli scatti celebri di Borsatti foto esposta nel 1964 al Moma di New York

Ristrutturazione promessa invano da anni. Nel 2008 i soldi erano pronti ma né Cosolini né Dipiazza li hanno utilizzati

Le buche e le pozzanghere sull’asfalto, come in un percorso di guerra. L’intonaco delle pareti che si sbriciola sui parabrezza delle auto e sui motorini, manco fosse un cantiere aperto. Gli spandimenti della volta, come in una caverna. La galleria di Montebello, teatro di ripetuti incidenti, assomiglia più a un tunnel degli orrori.

Ma non esiste ancora una data certa per l’avvio dei lavori di ristrutturazione. Si procede a rattoppi, sebbene la pratica per l’appalto sia da tempo sulle scrivanie del municipio. Senza risposte concrete, in un continuo palleggiamento da una giunta all’altra.

Eppure i soldi c'erano. Non se ne fece nulla con Cosolini sindaco, per ragioni (a suo dire) legate ai rigidi vincoli del Patto di stabilità. Ma i fondi per sistemare tutta la struttura erano già disponibili nel 2008, ai tempi dell’ex amministrazione Dipiazza. Nove milioni di euro, di cui 5 milioni concessi dalla Regione in Finanziaria nell’ultima manovra del governo Illy del 2007: al comma 71, articolo 3 della norma, si leggeva che l'amministrazione «è autorizzata a concedere ai Comuni contributi annui costanti per 10 anni (...) per il risanamento strutturale di gallerie urbane». Sono 500 mila all'anno, dal 2009 al 2018. Di più. L’anno successivo, il 2008, la giunta regionale guidata da Renzo Tondo può contare su un Pdl a trazione triestina che riesce nell’impresa di dirottare tutta la somma sul capoluogo. Ma di operai nemmeno l’ombra.

Nel frattempo la pioggia di gocce e calcinacci su auto e scooter non si è mai arrestata. Colpa delle infiltrazioni sul soffitto che ogni inverno, puntualmente, si trasformano in stalattiti di ghiaccio. Gli interventi dei Vigili del fuoco per scongiurare rischi all’incolumità di chi passa, non si contano.

Probabilmente gli incidenti lungo il tratto, uno dei più importanti per la viabilità cittadina, sono causati dalla velocità e dalla disattenzione degli automobilisti più che dallo stato di degrado del tunnel. Resta il fatto che i lavori, per un motivo o per l’altro, alla fine non sono mai cominciati.

Ancora un rinvio e costi che lievitano. La nuova giunta Dipiazza ha però preso in mano le redini del problema promettendo di scrivere la parola fine sull’annoso progetto. Non senza un ulteriore slittamento: lo scorso febbraio l’assessorato che fa capo a Elisa Lodi ha annunciato l’ennesimo rinvio. Se ne riparla nel 2018. Il motivo? Innanzitutto la necessità di rivedere il progetto per permettere di avviare i lavori su un’unica corsia; l’aggiornamento è comunque dettato anche da un aumento dei costi (ora si parla di 12 milioni, non più di 10,7). Non solo: di mezzo c’è pure un complicato intoppo burocratico legato alle normative dell’appalto, come sottolinea l’assessore Lodi. Tegole a non finire.

L’intervento dovrebbe comunque partire ad inizio 2018. «Entro il 2017 concludiamo la fase progettuale - spiega Lodi - e pure la gara». Ci vorrà un paio d’anni per concludere l’opera di ristrutturazione. Nel frattempo la collega Luisa Polli, responsabile dell’Urbanistica, sta studiando un piano anti-ingorghi. «Lo stiamo preparando - afferma - ma dobbiamo accordarci con la Trieste Trasporti. L’intenzione è non chiudere completamente il passaggio».

Il tratto non è comunque inserito nella black list dei punti più pericolosi della città. «La galleria è assolutamente degradata e va sistemata - ammette Polli - ma gli incidenti che si sono verificati hanno un’altra origine, credo. Mi riferisco alla velocità con cui transitano alcuni o alla distrazione. Mi appello quindi al buon senso del cittadini: state attenti, non correte. Non guardate il telefonino mentre siete al volante. Piuttosto fermatevi un momento, perché non succede nulla se si risponde a un messaggino qualche minuto dopo. Questo è davvero importante: bisogna stare molto attenti quando si è alla guida di un’automobile».

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