Duino si schiera contro l’arrivo dei senegalesi

L'affollata assemblea a Duino (Bruni)

Nell’appuntamento al Castello prevale nettamente la posizione del «no». Il principe Carlo: «Non è razzismo. Ma il nostro centro è troppo piccolo»

DUINO AURISINA Duino non ci sta. I residenti ieri hanno espresso un secco «no» rispetto all’ipotesi di acquisto dell’ex mobilificio Arcobaleno da parte della confraternita religiosa senegalese “mouride”. E lo hanno fatto al termine di un’affollatissima assemblea, svoltasi nella sala convegni del castello di Duino, indetta dall’organizzazione ambientalista “Cittadini per il golfo”. Sono stati poco più di 150 coloro che sono riusciti a conquistare un posto a sedere. Decine di persone in attesa ai cancelli hanno dovuto rinunciare. I duinesi, e lo hanno ampiamente confermato con i loro interventi, non vogliono che si alteri «l’equilibrio sociale della comunità» e ieri c’era l’opportunità di gridarlo ai quattro venti.

 

Il caso senegalesi a Duino: le posizioni

 

È stato il principe Carlo della Torre e Tasso ad aprire i lavori: «Questo non è un problema di razzismo, di colore della pelle, di credo religioso - ha esordito -. Semplicemente centinaia di persone in più, per un centro come il nostro, sono troppe, creerebbero problemi di scuole per i loro bambini, di parcheggi, di circolazione». Poi ha preso la parola Vladimiro Mervic, una delle anime dei “Cittadini per il golfo”: «Siamo nati per la salvaguardia del nostro territorio, cominciando con la battaglia contro il rigassificatore del Timavo. Oggi siamo qui - ha aggiunto - per una cosa simile. Non c’è radice razzista nel nostro comportamento - ha ribadito - e chi ci accusa di questo commette un errore imperdonabile. Abbiamo invece verificato che, laddove si è originata una situazione di questo tipo, sono sorti molti problemi e non vogliamo - ha concluso - che Duino, che fa del turismo la sua vocazione, sia penalizzata».

L’ex sindaco Giorgio Ret (oggi consigliere regionale di Autonomia responsabile) ha definito «ridicola l’ipotesi che centinaia di senegalesi arrivino qui, minando la tranquillità del nostro centro. Credo - ha proseguito - che sarebbe importante convocare un Consiglio comunale straordinario per trovare le soluzioni adatte».

 

Senegalesi, l'ex sindaco di Duino Aurisina Giorgio Ret: "Lotteremo fino alla Regione"

 

Don Giorgio, sacerdote di Duino, ha espresso il desiderio che «la comunità di Duino sia lasciata in pace». Il sindaco Vladimir Kukanja ha detto che «il Comune non ha i soldi per comperare l’immobile».

 

 

Il capogruppo della lista di centrodestra Forza Duino Aurisina - Progetto civico, Massimo Romita, ha parlato di «problemi di urbanistica e viabilità che sarebbero creati dall’insediamento dei senegalesi». William Crivellari, esponente di Fratelli d’Italia a Duino Aurisina, ha detto che «la “futura” casa dei senegalesi potrebbe trasformarsi in un luogo di accoglienza per clandestini». «Non siamo contrari per principio e non siamo razzisti - ha affermato la candidata sindaco del centrodestra, Daniela Pallotta - ma il numero di persone che arriverebbero sarebbe eccessivo per Duino e i problemi si moltiplicherebbero. In ogni caso - ha concluso - l’esecutivo dovrebbe prendere posizione». Roberto Gotter, capogruppo del Pd, è stato l’unico a parlare di «solidarietà e integrazione», suscitando però vivaci proteste. Danilo Antoni, dei “Cittadini per il golfo”, ha chiuso i lavori, spiegando che «il gruppo farà da collettore della volontà della gente, affiancandosi ai partiti» e annunciando «nuove iniziative sull’argomento». E c’è stato chi, fra il pubblico, ha subito accennato a una pubblica manifestazione.

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