L’Argentina guarda al porto di Trieste per l’export verso Est

Debora Serracchiani a Buenos Aires con una delegazione di imprenditori

La missione della delegazione regionale con Serracchiani: collaborazione economica e progetti infrastrutturali con il Fvg

TRIESTE. Da Montevideo a Buenos Aires, Debora Serracchiani raccoglie il grande interesse di Uruguay e Argentina per il Porto Franco di Trieste. In missione in Sud America assieme all'assessore regionale Gianni Torrenti, la presidente del Friuli Venezia Giulia, presente anche l'ambasciatore d'Italia nella capitale uruguayana Gianni Piccato, ha innanzitutto condiviso con il viceministro all'Economia e alle Finanze Pablo Ferreri le opportunità di un hub «privilegiato» per le esportazioni dall'Uruguay, in particolare della carne, visti i vantaggi offerti dalle franchigie in termini di inoltri e di eventuali lavorazioni e considerando anche il potenziale intermodale dello scalo giuliano e la sua posizione strategica all'incrocio tra i Corridoi Mediterraneo e Adriatico-Baltico.

I temi della portualità sono stati al centro pure dell'incontro con Alvaro Inchauspe, responsabile di Uruguay XXI, l'istituto nazionale per il commercio estero, con il quale si sono approfonditi i punti chiave per il rilancio della collaborazione tra Fvg e Uruguay, in una fase in cui Montevideo guarda con rinnovato vigore all'Europa anche in chiave di sostegno della strategia Mercosur (il mercato comune dell'America meridionale), al punto che ospiterà il 21 e il 22 giugno il primo Forum sugli investimenti europei in Uruguay. Replica, ieri, in Argentina.

A Buenos Aires la delegazione regionale, presente l'ambasciatore Teresa Castaldo, ha incontro i ministri della Scienza, Tecnologia e Innovazione produttiva Livio Barañao e dei Trasporti Guillermo Dietrich.

Occasione per Serracchiani per illustrare le caratteristiche dello scalo di Trieste non solo come terminale di inoltro verso il Centro Est Europa per l'export argentino, ma anche come porto unico per la capacità di coniugare profondità dei fondali, avanzata intermodalità e possibilità per l'esportatore di operare senza imposte prime lavorazioni su prodotti dell'agroalimentare, a partire dalla carne, risorsa trainante per l'Argentina. Immediata la risposta di Dietrich che, insieme al sottosegretario Jorge Meltz, ha proposto di avviare rapidi contatti tra il porto della capitale argentina e l'Autorità di sistema del mare Adriatico orientale, che include anche lo scalo di Monfalcone.

«Una bella sfida - le parole del ministro dei Trasporti -: le due autorità possono accordarsi rapidamente per conoscere nel dettaglio i vantaggi della cooperazione». Gli interessi del governo argentino sono rivolti anche alla collaborazione nella scienza e nella tecnologia, ambiti nei quali, è intervenuto il ministro Barañao, «si apre un ventaglio molto grande di interazioni per lo sviluppo economico e sociale». In particolare, la presidente della Regione ha raccolto l'interesse del ministro sul trasferimento di know-how nella realizzazione di imbarcazioni da pesca di medie dimensioni, così da sfruttare uno dei cluster della strategia di specializzazione intelligente della Regione che può ampliare le opportunità delle piccole e medie imprese del settore in cui fa da guida Fincantieri.

«Il Fvg - ha ricordato tra l'altro Serracchiani - è considerata dalla Commissione europea una delle 65 aree a forte innovazione». Tra le priorità nel rapporto con l'Argentina, la creazione di una cornice più stabile rispetto alle iniziative bilaterali e l'attenzione alle ricadute a favore delle Pmi innovative dell'attività dei poli di ricerca scientifica.

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