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San Canzian: ubriaco fugge allo stop, beccato in pigiama

Un cuoco di Ruda non si è fermato all’alt dei carabinieri a Pieris. Si è messo a letto sperando di farla franca

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SAN CANZIAN D’ISONZO. Pur di sottrarsi all’etilometro non ha esitato a ignorare l’alt imposto dai carabinieri, bruciare un semaforo rosso, mollare l’amico col motore dell’auto ancora caldo ed entrare in casa per infilarsi il pigiama, tentando in questo modo di crearsi un improbabile “alibi”.

Peccato che alla fine della notte brava il giovane, un cuoco 24enne di Ruda, abbia collezionato una sfilza così di contestazioni che nei prossimi giorni gli procureranno non pochi grattacapi. Della serie: cosa non si fa (da alticci) pur di scampare la temibile e inappellabile prova del precursore.

Venerdì sera da dimenticare, dunque, per il rudese: sono le 3.30 quando, alla guida di una Fiat Punto, viene intercettato all’altezza di Pieris da una gazzella dei carabinieri. Forse è già sulla strada del rientro a casa, dopo qualche ora trascorsa in compagnia di amici. Uno è in macchina con lui.

Sul ciglio della carreggiata, però, compare la paletta dei carabinieri della Stazione di San Canzian, che stanno svolgendo regolare attività di pattugliamento notturno. Il ragazzo, consapevole di aver bevuto almeno un bicchiere di troppo, forse si fa prendere dal panico. Così all’alt dapprima finge di fermarsi, attendendo che il militare scenda per la richiesta dei documenti, e subito dopo riparte a tutta birra.

I carabinieri si lanciano all’inseguimento e in breve affiancano la Punto a un incrocio: il semaforo è rosso, ma il cuoco non si ferma, sorpassa e prosegue nella corsa. S’arresta solo quando arriva a casa. Molla l’amico - inconsapevole passeggero - in auto, varca l’uscio e si precipita a indossare il pigiama.

Magari per fuggire alle proprie responsabilità o per allontanare da sè i sospetti. Per i carabinieri è tuttavia un gioco da ragazzi raggiungere l’indirizzo. Qui, l’unico veramente assonnato è il papà del 24enne, che incredulo trova i militari alla porta.

Alla fine, sottoposto a etilometro, il giovane presenta un tasso alcolico doppio rispetto al massimo consentito dalla legge, cioè 1 g/litro. Così, oltre al ritiro della patente per guida in stato di ebbrezza - in questi casi una prassi - i carabinieri gli contestano verbali per inottemperanza all’alt di funzionari e agenti, sorpasso alle intersezioni, passaggio con luce rossa al semaforo, inosservanza dell’obbligo di fermarsi allo stop.

Ma questo è solo l’ennesimo, e di certo il più rocambolesco, accertamento effettuato dai carabinieri della Compagnia di Monfalcone nei confronti di persone trovate alla guida in stato di ebbrezza alcolica: nell’ultima settimana sono ben quattro le patenti ritirate.

Oltre a quella del rudese, una è stata ritirata domenica scorsa, a San Canzian, a un operaio 48enne di Staranzano; e due il Martedì grasso a un 36enne operaio monfalconese, a causa di un sinistro stradale, e a un impiegato 39enne di Turriaco, a seguito di un’uscita stradale autonoma.

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