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Trieste, addio a via Mazzini pedonale. Dipiazza cestina il piano Cosolini

Pronto il progetto “bis”: stop ai veicoli in via XXX Ottobre e marciapiedi più larghi in centro. L’assessore Polli: «Presto le convenzioni con le società per gli sconti nei parcheggi interrati»

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L’assetto del traffico cittadino sarà rivisto rispetto alle scelte della passata amministrazione 

TRIESTE La giunta Dipiazza sotterra una volta per tutte il progetto di pedonalizzazione di via Mazzini. Non si farà, salvo eventi come la “Notte dei saldi” e manifestazioni analoghe che richiedono la chiusura del centro.

È l’assessore all’Urbanistica Luisa Polli a mettere la pietra tombale su quello che fu il cavallo di battaglia dell’accoppiata Cosolini & Marchigiani. Poco fortunato, a dire il vero, certamente in termini di consensi.

D’altronde aveva promesso lo stesso Dipiazza, in campagna elettorale, che la via non sarebbe stata più oggetto di sperimentazioni simili a quelle tentate nella passata amministrazione. Adesso la versione “2.0” del Piano del traffico (per il momento ideale) non contiene traccia esecutiva della pedonalizzazione.

«La cittadinanza lamentava disagi nei collegamenti e nelle fermate dei bus - ricorda Polli - perché quello è uno snodo importante per chi arriva in centro con i mezzi pubblici.

Ma anche la Trieste Trasporti era critica: i conducenti avevano difficoltà a girare da Corso Italia in via Imbriani o a svoltare in piazza Goldoni, per non parlare della congestione che si era creata nella altre vie, dove gli autobus erano costretti a transitare in punti già molto trafficati».

La giunta intende virare piuttosto su altri interventi che mirano a rendere più vivibile il centro per i cittadini. Polli ha già qualche freccia nel suo arco.

La prima: convenzioni con i parcheggi “contenitore” (via Carli, Foro Ulpiano, Park San Giusto, Silos, via Giulia, ospedale Maggiore), notoriamente sotto utilizzati, per stimolare i triestini a posteggiare nei garage interrati. Come? Con prezzi super scontati, ad esempio.

La pedonalizzazione interesserà invece aree limitrofe. È il caso di via XXX Ottobre, intanto: anche il punto compreso tra via Milano e via Valdirivo e tra via Valdirivo e via Torrebianca, così come già avviene nel tratto piazza Oberdan-via Milano, sarà off limits per le auto.

È prevista la riqualificazione della strada con pavimentazione in masegno, simile a via Trento, con tanto di passaggio ciclabile.

«Sposteremo le aree di carico-scarico merci - preannuncia Polli - siamo già d’accordo con i negozianti». Per portare a compimento il progetto l’assessore pensa ad approvare una variante al Piano del traffico. «Il nostro obiettivo - puntualizza - è valorizzare quell’area, vista la presenza di attività economiche. Se passano più gente i commercianti ne traggono beneficio».

In programma pure le “semi-pedonalizzazioni”. In piazza Libertà, innanzitutto: il Comune farà togliere i parcheggi “blu” che costeggiano Palazzo Economo, sede della Soprintendenza, per allargare il marciapiede a beneficio dei pedoni.

Stesso discorso per due aree che si trovano in prossimità di siti culturali di interesse archeologico, paesaggistico e monumentale.

Come via Teatro Romano, ad esempio; anche lì, come già ventilato dal municipio, via le auto. Un modo, ci tiene a precisare l’assessore, per facilitare il via vai delle persone, tanto più i turisti, e rendere la zona più ampia e piacevole.

Lo schema sarà applicato pure nei pressi del Faro della Vittoria, in Strada del Friuli, per agevolare l’arrivo dei pullman. Va da sé che nel punto individuato dal Comune non sarà più permesso parcheggiare.

Ma che fine farà il Piano del traffico già approvato dal Consiglio comunale? Resterà nel cassetto, ormai è chiaro. «È uno strumento superato - taglia corto l’esponente della giunta Dipiazza - adesso puntiamo a una mobilità sostenibile, anche perché il Piano del traffico non è uno strumento coercitivo.

Lo si può applicare o no, sebbene non sia possibile fare nulla in netto contrasto. Ma può essere cambiato. A noi comunque sta a cuore intervenire in modo da promuovere la convivenza tra pedoni, bici, trasporto pubblico e auto. Va ricordato, tuttavia, che in futuro qualsiasi intervento di lungo respiro sulla viabilità non potrà fare a meno di tener conto del Porto Vecchio e di come integrare quell’area con la città».

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