“Ande Scuola” celebra le speranze dei giovani

Oggi in Comune la consegna dei premi ai migliori elaborati scelti dalla giuria tra i saggi di 110 studenti sul futuro di Trieste

Si erano presentati in 110 a novembre, tutti pronti per dare il proprio punto di vista su “Trieste e il Porto”, portando con sé un variegato bagaglio culturale: Scipio Slataper, Zeno D’Agostino e Paolo Rumiz. I ragazzi delle scuole superiori di Trieste ce l'hanno messa tutta per scrivere il saggio breve organizzato per il settimo anno consecutivo dal “Premio Ande Scuola”. La giuria composta dalla professoressa Cristina Benussi, prorettore e docente di Letteratura italiana contemporanea dell'Università di Trieste, dalla presidente dell’associazione Ande Trieste Etta Carignani e da Enzo D’Antona, direttore del Piccolo, ne ha premiati quattro. Quattro giovani che riceveranno la propria gratificazione oggi alle 16 nella Sala del Consiglio comunale alla presenza delle massime autorità cittadine.

La prima classificata, Eleonora Berti della III A del liceo classico Carducci-Dante, riceverà 500 euro, il secondo, Giovanni Cattaruzza della V C del liceo scientifico Oberdan, 300 euro, e la terza, Beatrice D’Annunzio della III A del liceo classico Petrarca, 200 euro. Alla prima qualificata verrà inoltre offerto uno stage di un mese grazie alla disponibilità dell’ingegner Guido Barbazza, presidente e amministratore delegato della Wärtsilä Italia di Trieste. Verrà consegnato altresì, su iniziativa della socia Ande Silva Bogatez, il premio speciale di 300 euro a Giovanni de Denaro della V A, sempre dell’Oberdan, intitolato alla memoria di Alvise Barison, già direttore delle relazioni pubbliche del Lloyd Adriatico, presidente dell’Azienda di soggiorno e turismo, ideatore del Premio internazionale dell’Operetta. I premi verranno consegnati dalle autorità presenti e dai membri della giuria. Una targa verrà inoltre data ai dirigenti scolastici degli istituti degli studenti premiati, ma verranno dispensati anche ulteriori premi ai finalisti.

Tre come detto sono stati gli autori su cui fantasticare: un breve testo estrapolato da “Il mio Carso” di Scipio Slataper, due brevi cenni ritagliati da articoli di Paolo Rumiz usciti sul Piccolo e uno scritto inviato appositamente da Zeno D’Agostino, presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico orientale. La tesi principale toccata dai ragazzi? Far ritornare il porto agli splendori di Maria Teresa d'Austria.

Eleonora Berti, in particolare, che ha presentato un saggio dal titolo “Il cuore di una città”, ha raccontato in poche righe proprio l’importanza del porto della città, partendo dai suoi albori e puntando sulla centralità della nostra area in Europa. Ha dato voce a tutte le epoche che hanno visto nel porto un vero punto di riferimento, in particolare quando è diventato Punto franco. Ma ha anche sottolineando una certa nostalgia per quello che è il “cuore cittadino” ovvero il Porto vecchio, che per il momento però sembra visivamente continuare in quel suo stato di abbandono.

Video del giorno

Trieste, punto lavori all'ex caserma della Polstrada di Roiano

Panino con hummus di lenticchie rosse, uovo e insalata

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi