Da lunedì 13 a venerdì 17 visite gratuite al Magazzino 18

Da lunedì 13 a venerdì 17 febbraio, come ogni anno, l'Irci - sottolinea un comunicato dell’organismo che gestisce il Museo della cultura istriana, giuliana, dalmata - organizza le visite gratuite al...

Da lunedì 13 a venerdì 17 febbraio, come ogni anno, l'Irci - sottolinea un comunicato dell’organismo che gestisce il Museo della cultura istriana, giuliana, dalmata - organizza le visite gratuite al Magazzino 18, deposito delle masserizie degli esuli istriani, fiumani e dalmati.

Una commovente testimonianza di dolente quotidianità, rappresentata da mobili, tavoli, letti, piccoli e grandi oggetti che gli italiani dell’Adriatico orientale portarono con sè, per non lasciare alcunchè agli jugoslavi invasori, che si sarebbero impadroniti delle loro abitazioni.

Per visitare questo deposito, che potremmo definire una sezione museale di grande interesse storico ed etnografico, un vero unicum nel panorama culturale nazionale, le iscrizioni - ricorda l’Irci - sono aperte a tutti previa prenotazione presso l’istituto. Le visite sono state organizzate dal direttore Piero Delbello su quattro turni (10; 10.45; 11.30; 12.15) e durano circa tre quarti d’ora.

Il ritrovo è fissato all’entrata custodita di Porto vecchio, dietro la sala Tripcovich, non lontano dalla stazione di Trieste Centrale: in buona sostanza proprio a fianco di quel Silos che a ragione appartiene alla drammatica vicenda dell’esilio istriano e dalmata, come ricordato dalle lapidi sistemate sulla facciata del grande edificio. Tutte le visite sono guidate dallo stesso Delbello, che illustra le masserizie e la loro storia.

Sono presenti e collaborano all’iniziativa i volontari dell’Irci, testimoni degli eventi dell’esodo e della vita nei campi profughi. Per ogni turno l’Irci può organizzare al massimo l’affluenza di 25 persone, ecco perché la dirigenza dell’istituto insiste sull’opportunità di prenotarsi, telefondando al numero 040-639188 o inviando una mail a irci@iol.it. Le richieste pervenute sono già molte - avverte la nota dell’Irci - ma ci sono ancora posti disponibili, per un breve ma suggestivo viaggio nella storia contemporanea non solo di queste terre, ma dell’intera nazione.

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