Abbattere la Sala Tripcovich? I festival di cinema: «Un disastro»

Piazza Libertà ospita ormai da anni le due più importanti rassegne triestine

«Un disastro». «Una catastrofe». Sotto le macerie della Sala Tripcovich rischiano di finire i due maggior festival cinematografici di Trieste. Il ritorno della “furia demolitrice” del sindaco Roberto Dipiazza (in passato aveva annunciato la demolizione in sei mesi del Magazzino Vini e ora c’è Eatlay) rischia di travolgere due manifestazioni di successo. Non ci sono alternative pronte. Nessuna sala vanta i 900 posti della Tripcovich e nessun teatro è attrezzato per proiettare cinema. Nessuna struttura poi vanta la location della Tripcovich, a due passi dalla stazione dei treni e da quella delle corriere e a pochi metri dal Magazzino delle idee e dal Miela, dove ha sede la Casa del cinema.

Trieste Film Festival ha chiuso l’ultima edizione (la numero 28) lo scorso 29 gennaio con dieci giorni ricchi di proiezioni, eventi, workshop, mostre e ospiti, tra cui una star come Monica Bellucci e un maestro di cinema come Marco Bellocchio. I risultati parlano da soli: presenze aumentate del 20%, svariati sold-out, 120 titoli presentati. Cristina Sain, presidente del Trieste Film Festival e vicepresidente della Casa del Cinema, è presa in contropiede: «Sarebbe un disastro. Il Festival ha ormai un riscontro internazionale. Non vedo alternative alla Tripcovich così su due piedi. È il terzo anno che stiamo lì. Spero che il lavoro che facciamo valga qualcosa».

Il fermo della Tripocovich con l’ipotesi della sua demolizione è il peggior incubo che potesse capitare. È dal 2014 che il festival nato sulle scia di Alpe Adria Cinema si tiene alla Tripcovich. Dal 2012 vive lì anche il Trieste Science+Fiction Festival, che ha riportato in vita il mitico Festival del Film di Fantascienza che, dal 1976, si teneva al Castello di San Giusto. All’ultima edizione (la numero 16), durata sei giorni, ha visto come ospite Dario Argento e ha avuto oltre 20 mila presenze e una cinquantina di film proiettato. «Ho capito che c’era qualcosa di strano quando abbiamo avanzato la richiesta al Verdi per opzionare le date del festival. Ci hanno fatto capire che c’era qualche problema - racconta Daniele Terzoli, presidente della Casa del cinema e della Cappella Underground che organizza il festival di fantascienza -. Per noi è un brutto colpo. Avevano appena trovato la quadratura del cerchio con la Sala Tripcovich, il Magazzino delle Idee e il Teatro Miela. Una situazione perfetta: tre contenitori vicini e complementari. Speravamo di dare continuità: La Tripcovich è un’ottima sala per il cinema con una platea bellissima. Un grosso problema, anche perché non vedo alternative immediate».

E ora torna il buio in sala. Nessuno ha ancora sentito l’amministrazione attuale e l’assessore alla Cultura. Non è detto che l’attuale giunta sappia dove stai di casa il cinema a Trieste. L’edifico di piazza Duca degli Abruzzi era della Provincia ed è passato alla Regione. (fa.do.)

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