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Polemiche alla stazione di Trieste per i bagni a pagamento

Andare alla toilette costa un euro. La novità, si può capire, ha suscitato le lamentele degli habitué. Senzatetto, soprattutto, ma anche gli autisti degli autobus che fanno capolinea in piazza Libertà.

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TRIESTE Bagni a pagamento alla Stazione ferroviaria. Andare alla toilette dal 1° febbraio costa un euro. La novità, si può capire, ha suscitato le lamentele degli habitué. Senzatetto, soprattutto, che utilizzano continuamente i servizi pubblici della struttura, ma anche gli autisti degli autobus che fanno capolinea in piazza Libertà.

Una dipendente della Trieste Trasporti, ad esempio, ha protestato con una certa veemenza rifiutandosi di sborsare il dovuto: «Un euro? Ma siete matti? Non sono d'accordo. Noi usiamo ogni giorno questi gabinetti, sarebbe il caso di aprire una convenzione con la nostra società e concederci l'accesso gratuito».

È intervenuta addirittura la polizia, allertata da uno degli operatori della ditta che ha in appalto la pulizia della Stazione, la Coop Service, per convincere la signora a pagare. Ma non c'è stato verso. «Sa che lei rischia una denuncia?», ha cercato di spiegare un agente.

L'euro alla fine lo scucirà proprio l'addetto dell'impresa, per non sollevare ulteriori problemi. «Mah sì, lo metto io - spiega Maurizio Tassini - meglio evitare discussioni».

La "tariffa" è stata introdotta da Cento Stazioni, società controllata da Ferrovie dello Stato. Il motivo? Serve per fare da “filtro” su chi gravita nei paraggi e utilizza i bagni in modo “improprio”, fanno sapere dagli uffici delle Ferrovie. Clochard, migranti, nomadi, dunque, che fino all'altro ieri si recavano nella toilette anche per lavarsi.

Era un fatto noto, circa un anno fa, che i servizi igienici fossero utilizzati dai profughi che bivaccavano al Silos. In effetti il balzello da un euro ha dissuaso più di qualcuno. «Cossa? Devo pagar? Ma andé in quel paese...», borbottava un distinto signore in dialetto. Così pure uno dei tanti barboni della zona, che se n'è andato imprecando contro il povero ragazzo seduto al banchetto a incassare.

Molti, dunque, hanno preferito fare dietrofront non appena si sono accorti del cambiamento. «Eh - riprende Maurizio Tassini, il dipendente della ditta che si occupa delle pulizie - vede? Questo gabinetto è sempre stato un porto di mare, ma mettendo un euro qui non si è fatto altro che adeguarsi alle stazioni di tutte le città più importanti, come Bologna, Torino o Milano. Praticamente in ogni città italiana la toilette è a pagamento; non vedo cosa ci sia di strano, non vedo perché ci si debba lamentare. Mi pare - prosegue - una cosa assolutamente normale. Anzi, così facendo, si cerca di allontanare certa gente che viene qua anche a lavarsi i piedi».

Il servizio è attivo ogni giorno dalle 6 del mattino alle 21. Ieri, a metà giornata, la Coop Service aveva già guadagnato 180 euro.

I servizi comunque si presentano molto puliti e in ordine. Profumati e tirati a lucido, letteralmente. «Ecco, è utile anche per garantire un certo controllo e l'igiene - prosegue Tassini -. Penso che sia un diritto di chi viaggia poter contare su bagni a posto. E non trovarsi la fila di gente che viene qua a farsi il bagno ogni giorno. Questo, ripeto, non può essere un porto di mare».

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