Trieste, il "Pedocin" cambia rotta. La gestione invernale va alla Pro Senectute

“Irriducibili” dello stabilimento seduti al sole

Sì del consiglio comunale all’arrivo del gruppo di volontariato per scongiurare le contestate chiusure. Habituè soddisfatti

TRIESTE Il caso delle aperture invernali del "Pedocin", il bagno comunale Lanterna, veleggia verso la soluzione: il Comune si prepara ad affidare il servizio a una nota realtà del volontariato triestino, la Pro Senectute.

Una prospettiva che consentirebbe di scongiurare le temute chiusure della struttura di qui a fine febbraio, e che pare aver messo d’accordo tutti i protagonisti della vicenda: gli utenti, il Municipio e l’associazione stessa.

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L’idea è il frutto della mozione portata nei giorni scorsi in aula da Fratelli d'Italia e approvata lunedì dal Consiglio comunale. Spiega il capogruppo Claudio Giacomelli: «La Pro Senectute si è mostrata interessata a prendere in gestione lo stabilimento e, se infine deciderà di farlo, sarà per noi una grande soluzione - dice -. In questo modo si potrà garantire un numero di aperture superiore alle due settimanali senza alcun aggravio per le casse comunali».

La soluzione consentirebbe poi una gestione più facile rispetto all’ipotesi autogestione, avanzata dal comitato degli utenti. Non precluderebbe inoltre la possibilità che gli utenti stessi partecipino alla vita dello stabilimento: «La Pro Senectute si avvale di personale dipendente ma anche di volontari.

In questo modo chiunque voglia può contribuire». Inoltre, essendo un soggetto pubblico senza scopo di lucro, nel cui cda siede anche il Comune, l'affidamento si potrà fare senza bandi di gara.

Si legge nel documento approvato in aula: «C’è già stato un incontro tra un rappresentante del vertice amministrativo della Pro Senectute Trieste e il Comune, incontro nel quale il rappresentante dell’associazione ha manifestato un interesse di massima alla gestione per i mesi invernali dello stabilimento balneare Lanterna».

Quanto al finanziamento dell'attività, la mozione prevede «un contributo del Comune alla Pro Senectute di pari importo alla spesa attualmente sostenuta per i due giorni di apertura ad oggi garantiti».

La portavoce del comitato degli utenti Patrizia Pozzuolo non nasconde la soddisfazione: «Per noi l'importante era che lo stabilimento rimanesse aperto - commenta -. Noi eravamo pronti anche all'autogestione, ma sicuramente il fatto che ci sia di mezzo un'associazione nota e conosciuta per il volontariato come la Pro Senectute è meglio ancora».

Pozzuolo ribadisce il ruolo del bagno Lanterna: «Parliamo di un luogo di socializzazione e di cura per persone che sono un po' più avanti nell'età. Passare qualche ora in compagnia è una cosa importantissima, soprattutto per chi deve fare i conti con una pensione modesta a fronte di tante spese».

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Visto il costo molto ridotto del tesseramento invernale, conclude Pozzuolo, il Pedocin diventa un luogo di aggregazione anche al di fuori della stagione balneare: «Avere più giorni di apertura, magari anche la domenica, sarebbe il top».

La speranza degli habituè è che il passaggio alla Pro Senectute permetta anche di evitare sorprese sgradite, come quelle capitate martedì e venerdì scorso. In quelle giornate, al loro arrivo, gli afictionados del bagno hanno trovato il cancello chiuso. Il motivo? «Condizioni meteo avverse - spiega Pozzuolo -. Assurdo visto che non c’erano più né bora né freddo».

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