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Così il Comune rimedia allo striscione tolto da Dipiazza

Il Municipio parteciperà alla manifestazione che Amnesty International terrà oggi alle 18.30 in piazza Unità

di Giovanni Tomasin
2 minuti di lettura
(ansa)

TRIESTE. Il Comune di Trieste parteciperà alla manifestazione che Amnesty International terrà oggi - mercoledì 25 gennaio - alle 18.30 in piazza Unità, e nel resto d'Italia, per chiedere verità per Giulio Regeni. È quanto emerso l’altra sera in Consiglio comunale, in seguito a una mozione presentata dal Partito democratico e votata da tutte le forze politiche: centrodestra incluso, tranne Lega e Fdi, che non hanno partecipato al voto.

Trieste, il sindaco fa rimuovere lo striscione per Giulio Regeni

La decisione di Forza Italia e della Lista Dipiazza di provare a chiudere la polemica avviata nei mesi scorsi sullo striscione "Verità per Giulio Regeni" è arrivata alle soglie dell'anniversario della scomparsa del giovane ricercatore di Fiumicello.

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) Il sindaco Dipiazza rimuove lo striscione per Giulio Regeni VIDEO E FOTO]]

Lo striscione era stato rimosso in ottobre dal palazzo del Municipio su iniziativa diretta del sindaco Roberto Dipiazza, che aveva deciso di eliminare alla radice il problema di quello che aveva definito «sciacallaggio politico» da parte del Pd, innescato da una mozione del centrodestra che chiedeva (come poi appunto avvenuto) la rimozione dello striscione.

Ieri il banner di Amnesty campeggiava sul sito web della Retecivica di Trieste. Alla manifestazione parteciperà il presidente del Consiglio comunale Marco Gabrielli, che dice: «È facile dirlo a posteriori, ma penso ci sarei andato comunque».

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La svolta è arrivata in risposta a una mozione presentata dal Partito democratico. La capogruppo Fabiana Martini ha presentato così la proposta: «La campagna di Amnesty continua e di recente, a Cambridge, la famiglia di Giulio ha rinnovato la richiesta di impegno a tutti perché si rompa il muro del silenzio. Chiediamo quindi di porre il banner giallo sul sito del Comune e che l'amministrazione participi alla manifestazione quale segno di vicinanza alla famiglia».

Il testo è stato leggermente emendato dal capogruppo forzista Piero Camber (che ha chiesto che la mozione impegnasse l'amministrazione e non necessariamente la giunta alla partecipazione) e accettato anche dal centrodestra.

Trieste, lo striscione per Regeni sul palazzo della Regione

A parlare per Forza Italia è stato il consigliere Bruno Marini: «Su questo tema il nostro gruppo ha avuto posizioni diverse. Pensiamo però che il Consiglio non debba mai dividersi sulla vita o sulla morte di una persona, ma solo sulle linee e sui valori politici.

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) Il centrodestra "cancella" lo striscione per Regeni]]

Di Giulio Regeni si è discusso molto in quest'aula, in buona e cattiva fede. Penso che in buona fede fossero quelli che per la vita di un giovane chiedevano un rispetto che purtroppo né l'una né l'altra parte hanno sempre dato. Voteremo a favore».

Il capogruppo della Lista Dipiazza Vincenzo Rescigno ha condiviso le sue parole. Sulla scelta della maggioranza relativa, però, hanno avuto da ridire sia Fratelli d'Italia, con l'intervento di Salvatore Porro, che la Lega Nord, per la quale è intervenuto Fabio Tuiach. Il primo, come è uso fare in questi frangenti, ha invitato ad «andare in chiesa a pregare per la sua anima» piuttosto che scendere in piazza.

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) L’Italia scende in piazza nel nome di Giulio]]

Quanto a Tuiach, si è unito formalmente al cordoglio ma ha stigmatizzato «la strumentalizzazione della sinistra». Ha poi deprecato «la rissa creata in Consiglio dai centri sociali». Le due formazioni non hanno quindi partecipato al voto. La mozione è stata approvata con 31 voti a favore e nessun contrario.

La defezione di Fdi e Lega non è andata giù a Forza Italia e Lista Dipiazza, che avevano concordato il voto in riunione di maggioranza. Il malumore forzista si indirizza soprattutto verso il Carroccio, che in sede di riunione avrebbe riservato parole pesanti a Regeni, e al vicesindaco leghista Pierpaolo Roberti, che non ha fatto propria la mozione pur rappresentando tutta la maggioranza. Per questa ragione i consiglieri di Fi e buona parte del gruppo Ld ha lasciato l'aula subito dopo il voto.

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