Gli esercenti triestini congelano i prezzi di “neri” e “capi in b”

Un barista mentre prepara un caffè

Aumenti scongiurati per la tazzina di caffè servita al bar. La Fipe: «Teniamo duro anche se le nostre spese lievitano»

TRIESTE Il prezzo delle materie prime sale? In tutta Italia vengono segnalati rincari sulla tazzina? Nessuna paura per gli amanti del caffè: Trieste, in questo caso, resta un’isola felice. Nessun rincaro in vista, assicurano infatti i titolari di bar e locali: il costo di “neri” e “capi in B” rimarrà compreso tra 1 euro e 1 euro e 10 centesimi, contrariamente a quanto accade in tante altre città, dove è già scattato l’aumento di 10 centesimi.

 

 

 

Ma quanto si spende al momento per bere un caffè al bancone a Trieste? Partiamo dalla centralissima piazza Unità: agli Specchi costa un euro, mentre di fronte, allo Sting Quattro Continenti, si paga un euro e 10. Stesso prezzo, quest’ultimo, si ritrova anche poco distante, in piazza della Borsa, alla Portizza e al Rex, e su corso Italia anche all'Antico Caffè Torinese. Restando sempre in pieno centro, al caffè Verdi, nell’omonima piazza, è fermo da tempo a 1 euro e 10, stessa scelta anche in piazza Cavana al Life, sempre a 1 euro e 10, così come da Viezzoli in via Cassa di Risparmio. Prezzi che, come detto, non sono destinati a crescere nel breve periodo. «Il costo è fermo ormai da tanto - dicono dalla Portizza - e non pensiamo di aumentare». «È stabile da diversi anni, nonostante le variazioni delle materie prime - commentano dal Torinese - perché il caffè per i triestini e gli italiani in genere è importante, è un bene primario al pari di pane e latte, irrinunciabile, un’abitudine consolidata ed è meglio non esagerare con i prezzi».

La tazzina è a un euro in tutti i bar della catena “Il Pane Quotidiano”, e in generale vine applicato lo stesso prezzo in quasi tutti i bar più periferici. Chi chiede 10 centesimi in più al cliente, si fa poi “perdonare” offrendo gratuitamente biscotti, cioccolatini, piccoli assaggi di panna, crema o cacao da abbinare al caffè. Un modo per coccolare i clienti e per attirarne di nuovi.

 

 

«Per ora i prezzi del caffè non aumentano a Trieste - commenta il presidente della Fipe provinciale, Bruno Vesnaver -. Se anche dovesse accadere, mi aspetto comprensione da parte dei consumatori e non certo un coro di proteste. Gli esercenti sono alle prese con una raffica continua di rincari. Ad aumentare non sono solo le materie prime - prosegue - ma anche le bollette, i trasporti, gli imballaggi, la manodopera e il personale. Quindi anche se un bar porta la tazzina a 1,20 euro, per esempio, è più che giustificato. Noi vediamo costantemente quanto molti beni siano più costosi, a livello quotidiano, il mercato è libero, ognuno può gestire come crede sia opportuno le proprie tariffe, ma un ritocco sul caffè, a fronte del servizio che il locale garantisce, spero non sarà considerato uno scandalo perché così non è, per chi deciderà di farlo. È un semplice adeguamento alla situazione attuale».

Aumenti o meno il caffè si conferma sempre più amato e richiesto, tanto da non bastare a livello mondiale, così almeno riporta una recente inchiesta del Il Sole 24 Ore, che segnala come l'International Coffee Organization per il terzo anno consecutivo preveda un deficit di offerta a livello globale, con una produzione di 151,6 milioni di sacchi da 60 kg per il 2016-17, a fronte di consumi per 155,1 milioni di sacchi. Tra le motivazioni l'allarme siccità in Brasile, che sta risparmiando le aree vocate alla coltivazione dell'arabica, ma che comunque colpisce un Paese in cui la passata stagione era già stata negativa per colpa della scarsità di piogge. E intanto la domanda aumenta.

Che il caffè sia molto richiesto è stato sottolineato anche recentemente proprio a Trieste, dove nell’ambito di Triesteespresso Expo, lo scorso ottobre, sono stati diffusi alcuni dati a livello nazionale dalla Fipe. I numeri mostrano che nei 149mila bar italiani si consumano sei miliardi di tazzine di caffè all'anno, 175 al giorno per una media tra le 202 nei morning bar, 220 nei lunch bar, 170 tazzine nei bar multipurpose, 85 negli evening bar, 200 nei bar generici. L'espresso italiano rappresenta un volume di affari annuo di 6,6 miliardi di euro, pari al 32,5% del fatturato totale di un bar.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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