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Regeni, sì dell'Egitto all'invio di esperti italiani per il recupero video

L'agenzia mena riferisce che la procura egiziana ha dato l'ok alla richiesta dei colleghi italiani di visionare le registrazioni delle telecamere del metro

Mauro Manzin
1 minuto di lettura

TRIESTE Le autorità giudiziarie egiziane acconsentono a che l’Italia possa inviare degli esperti per recuperare materiale video legato alla vicenda del rapimento e dell’uccisione del giovane ricercatore di Fiumicello, Giulio Regeni. Le immagini sono quelle riprese dalle telecamere della stazione della metro del Cairo in cui Regeni era entrato prima della sua scomparsa. L’Egitto avrebbe autorizzato anche tecnici tedeschi specializzati in ricerche su equipaggiamenti video. In particolare, i software necessari per recuperare le immagini sarebbero sofisticati e costosi, di qui la richiesta di collaborazione all’Italia.

 

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«Gli organi di sicurezza egiziana smisero di seguire» Giulio dopo che, sulla base della conversazione con il rappresentante degli ambulanti «registrata da quest’ultimo e avvenuta prima della scomparsa del ricercatore italiano», «era emerso che la sua attività non riguardava la sicurezza nazionale egiziana».
 
 
 
 
È questa la seconda novità nella tragica vicenda del ricercatore friulano come scrive l’agenzia ufficiale Mena, ricordando che, «in occasione dell’ultimo incontro a Roma, la delegazione della procura egiziana aveva consegnato a quella italiana le copie dei documenti richiesti dall’Italia e un cd contenente la conversazione tra Giulio Regeni e il rappresentante degli ambulanti». 
 
Giulio Regeni, dunque, il ricercatore italiano ucciso in Egitto lo scorso anno, prima di scomparire il 25 gennaio 2016 al Cairo passò davanti alle telecamere di sorveglianza nella stazione della metropolitana nella zona di Dokki. Gli spezzoni video sarebbero stati soppressi e l’Egitto afferma di non avere i mezzi per procurarsi il programma necessario a recuperarli.
 
 
 
 
Quelle immagini ora potranno essere visionate da esperti italiani ed esperti dell’unica azienda tedesca specializzata nel recupero di questo tipo di filmati. Il procuratore generale egiziano, Nabil Ahmed Sadek, ha infatti accettato, come detto, la richiesta in tal senso della procura italiana.
Intanto, nell’ultimo numero in edicola, il settimanale Espresso, in un articolo esamina le verità che Giulio Regeni annotava scrupolosamente sul suo diario di lavoro e pubblica anche le ultime foto di Giulio in vita scattate di nascosto dal capo del sindacato degli ambulanti del Cairo.
 
Per mercoledì, ad un anno esatto dalla scomparsa di Regeni, Amnesty International Italia ha organizzato una giornata di solidarietà e mobilitazione. Oltre all’appuntamento principale presso l’università La Sapienza di Roma, nel corso del quale saranno letti estratti dei diari di viaggio di Regeni e interverranno, in collegamento telefonico, i suoi genitori, nelle città italiane verranno accese delle fiaccole alle 19.41, l’ora in cui Giulio Regeni uscì per l’ultima volta dalla sua abitazione prima della scomparsa. 
 
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