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Trieste, il tram entra in officina. Due mesi di lavoro per il restyling

Iniziata la riparazione di una delle due vetture danneggiate nello schianto della scorsa estate. Appalto a una ditta friulana

di Gianpaolo Sarti
2 minuti di lettura

TRIESTE Un restauro, più che una riparazione. Un lavoro da artigiani, più che da ingegneri. Il tram di Opicina, dopo mesi di pit stop, entra finalmente in officina. Uno dei due mezzi coinvolti nell'incidente della scorsa estate, il numero 404, si trova in un capannone, a Trieste, pronto per essere rimesso a nuovo con pezzi creati appositamente a mano. Anche perché sul mercato ricambi per vetture storiche del genere non esistono.

Frontale tra due Tram in via Commerciale

La ditta che si è aggiudicata l'appalto è la Euro&Promos, società con sede a Udine. La gara ha un valore di circa 95 mila euro: serviranno a sistemare il telaio, le parti in legno della cabina (da ricostruire interamente), il tetto, la carrozzeria, l'impianto elettrico e pneumatico.

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L'azienda, che ha il compito di riconsegnare la vettura esattamente come si presentava prima del sinistro, sta ricostruendo le parti danneggiate seguendo la documentazione fotografica fornita dalla Trieste Trasporti. Che, peraltro, nel capitolato ha espressamente chiesto che l'intero intervento di recupero sia svolto entro un raggio di 100 chilometri dalla città, in modo da tenere sotto controllo l’operazione.

L’azienda ha già iniziato e ne avrà per due mesi abbondanti. Tra la fine di marzo e gli inizi di aprile, salvo intoppi, il tram sarà pronto. Discorso lievemente diverso per l'altro mezzo, la vettura 405, che sta concludendo lo step progettuale. Sarà predisposto a giorni.

Solo a quel punto la società di trasporti potrà preparare un'altra gara di appalto, simile alla precedente, per assegnare la seconda riparazione.

Otto feriti nello scontro tra i due tram

Si parla comunque di tempi abbastanza contenuti: a fine febbraio l'iter burocratico dovrebbe essere concluso. Tirando le somme, la 405 sarà pronta entro maggio, se non già ad aprile. Questo però non significa che il servizio potrà ripartire subito.

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Tutt'altro: prima di rivedere i tram in strada servirà il nulla osta dell'Ustif (Ufficio speciale trasporti a impianti fissi, organismo del ministero dei Trasporti).

Il via libera però prevede anche alcuni interventi lungo la linea che collega piazza Oberdan a Opicina: stando a quanto è stato possibile sapere, il tratto andrebbe sistemato per ragioni di sicurezza e ammodernamento, proprio per arginare il rischio di incidenti. Ma la Trieste Trasporti non ha ancora ricevuto indicazioni in merito. Il servizio, quindi, resta bloccato, anche con i tram a posto.

«Per quanto riguarda i lavori sulle carrozze - conferma il presidente della Trieste Trasporti Piergiorgio Luccarini - dobbiamo fare i pezzi su misura, visto che i ricambi per vetture così antiche e particolari purtroppo non ce ne sono in giro.

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È tutto un lavoro di legno e meccanico, piuttosto complesso e artigianale. Ma il vero problema - chiarisce il numero uno della società - è l’autorizzazione dell’Ustif per ritornare a funzionare.

A oggi siamo ancora fermi, attendiamo disposizioni precise per la linea perché probabilmente sarà necessario realizzare alcune opere di tipo infrastrutturale.

Non sappiamo ancora quali, però, vedremo. Noi nel frattempo ci diamo da fare sulle vetture da riparare, con i lavori e con l'assegnazione del nuovo appalto per l'altro mezzo. Non vediamo l'ora di rivedere i tram funzionanti e di restituirli alla città».

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