Non ce l’ha fatta la grande tartaruga spiaggiata dalla bora

Melita, che aveva tra i 50 e i 70 anni, è morta al Centro di recupero di Pola: debilitata da bora e mare mosso. Era stata ritrovata sul litorale di  Zara

POLA. Non ce l'ha fatta Melita, sopraffatta dallo choc e dalla sofferenza patiti nei giorni scorsi nel mare di Carino, alle spalle di Zara. L'enorme tartaruga marina, spiaggiata dopo avere combattuto inutilmente contro la bora e il forte moto ondoso tra Carino e Pridraga, è morta nella tarda serata di martedì al Centro di recupero di questi rettili con sede a Pola. Nonostante il rapido soccorso da parte di alcuni abitanti di Pridraga (Zaratino) e del veterinario locale Marino Mirceta, l’animale è stato sconfitto dal freddo, dalla stanchezza e da uno squilibrio immunitario, anche se sarà l'autopsia a dare una risposta precisa sulle cause della morte di Melita, come era stata nominata da Mirceta.

 

 

La biologa polesana Karin Gobi„, che lavora nella struttura di recupero e cura delle tartarughe Caretta caretta, ha affermato che l'animale è giunto a Pola in condizioni pessime, con una temperatura corporea troppo bassa e il sistema immunitario debilitato. «Si è stimato avesse un secolo di vita - ha sottolineato Gobi„ - ma è difficile poterlo dire con certezza. Probabilmente aveva fra i 50 e i 70 anni. Parliamo comunque di un esemplare lungo 95 centimetri, il cui carapace arrivava a 135: sicuramente fra i più grandi esemplari di questa specie mai visti in Adriatico. Simili animali sono più presenti nelle acque mediterranee». La biologa istriana ha aggiunto di avere visto finora soltanto due tartarughe di queste dimensioni, essendosi occupata al centro di recupero di oltre 130 esemplari. «Dal suo arrivo nella nostra struttura Melita non ha praticamente più respirato e non abbiamo potuto fare altro che constatarne il decesso. A giudicare dalle escrescenze che aveva sul guscio, è molto probabile che abbia galleggiato a lungo senza possibilità di nutrirsi. Il freddo polare e la vecchiaia sono purtroppo risultati fatali».

Nel ricordare che la tartaruga è una specie severamente protetta in Croazia poiché fortemente minacciata, Gobi„ ha ricordato che in presenza di un esemplare ferito o esausto, bisogna rivolgersi al 112 in quanto tutta la costa croata dispone di veterinari in grado di occuparsi di questi animali. L’altra sera intanto, e sempre a Pridraga, un esemplare morto di Caretta caretta è finito sulla spiaggia ed è stato preso in consegna dal veterinario Mirceta. Il suo carapace era lungo 80 centimetri. Quasi certamente la tartaruga è spirata per disidratazione, temperature polari e sfinimento.

Andrea Marsanich

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