La maxi tartaruga spiaggiata dalla bora

La tartaruga centenaria spiaggiata a Zara

Melita è stata rinvenuta e soccorsa sul litorale dello Zaratino. Il veterinario: «Ci sono voluti otto uomini per trasportarla»

ZARA. Si è spiaggiata dopo essersi opposta con tutte le sue forze ai refoli di bora che superavano i 150 chilometri orari. Un magnifico e anziano esemplare di tartaruga marina (Caretta Caretta) ha dovuto ieri mattina guadagnare giocoforza la terraferma lungo il tratto costiero tra le località di Carino e Pridraga, nell’entroterra di Zara.

L’enorme rettile è stato avvistato da un abitante di Pridraga, Ivica Culina, che ha provveduto immediatamente ad allertare il veterinario locale Marino Mirceta. «Nelle acque dello Zaratino sono già accaduti casi simili e personalmente ho curato questi stupendi animali, purtroppo a rischio di estinzione - ha detto il veterinario - ci sono voluti otto uomini per trasportare la tartaruga a casa mia, dove ha avuto le prime cure. Non ho mai visto una Caretta Caretta così grande. Da quanto ho potuto osservare, ha sicuramente un secolo di vita. Per fortuna non ha riportato ferite serie e tutto sommato appare alquanto in forma. Non l’ho portato nella stazione di veterinaria perchè la porta sarebbe stata sicuramente troppo stretta per farvi entrare questo gigantesco esemplare. Gli abbiamo alzato la temperatura corporea, cosa di cui aveva bisogno. Lo abbiamo fatto con dell’acqua di mare riscaldata e infine gli abbiamo messo sopra una coperta. Melita, questo il nome che le ho dato, ha gradito».

 

L'esemplare di tartaruga centenaria salvata a Zara

 

L’animale sarà ora trasferito al Centro di recupero delle tartarughe a Pola, dove avrà tutta l’assistenza necessaria da parte di un team di esperti, che sicuramente la rimetterà in sesto.

Il viaggio di Melita da Zara a Pola avverrà a bordo di un furgone la cui parte posteriore è stata trasformata in una specie di mini piscina, dove questa specie di Matusalemme dei mari potrà restare tranquilla per un paio d’ore. Certo che la bora e le temperature rigide di questi giorni (fino a 10 gradi sottozero) non hanno riservato alla tartaruga la sorte toccata un paio d’anni fa a parecchi esemplari di pesci, tipo branzini, cefali, sogliole e altre specie, uccisi a causa delle pessime condizioni meteo marine e finiti in diverse spiagge di Zara, Pago e dintorni. Per la gran gioia di chi li aveva raccolti e successivamente cucinati.

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