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L’ex Magazzino Vini taglia il traguardo dopo 11 anni: è costato 25 milioni FOTO E VIDEO

L’immobile restituito alla città. Eataly aprirà i battenti al pubblico il 17 gennaio alle 11. Paniccia: «Adesso il Parco del mare»

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Si montano le insegne di Eataly Trieste (foto Lasorte) 

TRIESTE «Grazie Roberto», «grazie Massimo», «grazie Marco»: il clima è inevitabilmente celebrativo, d’altronde è quasi terminata un’opera, Eataly Trieste, che ha attraversato 11 anni e ha assorbito quasi 25 milioni di euro. Venti milioni (Iva compresa) per i lavori, tre milioni 600 mila euro per l’acquisto, un milione per i progetti.

 

[[(Video) Eataly Trieste apre il 17 gennaio: viaggio nel cantiere]]

 

Ieri mattina al primo piano dell’ex Magazzino Vini, sulle Rive e davanti all’ex Pescheria, la Fondazione CrT, che aveva acquistato uno sgangherato immobile nel dicembre 2005, lo ha simbolicamente consegnato alla città di Trieste, avendolo “redento” mediante il progetto di Marco Casamonti, architetto fiorentino. Nella platea allestita al primo piano l’intero stato maggiore della Fondazione, dal consiglio di amministrazione al consiglio generale, con i rispettivi vicari Lucio Delcaro e Adalberto Donaggio. Lunedì 16 gennaio la vernice riservata ad autorità & affini, martedì 17 l’avvio ufficiale della gestione Eataly: il referente di Oscar Farinetti per lo sbarco triestino, Antonio De Paolo, assicura che tutto sarà pronto per l’esordio.

 

[[(MediaPublishingQueue2014v1) L'ex Magazzino vini "consegnato" alla città]]

 

Paniccia, in qualità di presidente della Fondazione, e Dipiazza, in qualità di primo cittadino, hanno ripercorso quasi quindici anni di interventi edilizi che hanno ridisegnato le Rive: la vecchia logistica alimentare, dal deposito enologico al mercato ittico, ha lasciato il posto a due siti riqualificati, nei quali la memoria dell’antica funzione sopravvive nella preposizione “ex”.

 

 

Non c’è due senza tre: il Parco del Mare - ha detto Paniccia - completerà il ciclo delle grandi opere e il riassetto urbanistico delle Rive. L’ex Magazzino Vini evoca una rogna pluriennale. Dipiazza I chiese a Paniccia di acquistare il rudere dalle Cooperative Operaie, l’intento originario era quello di trasformarlo in un centro congressuale, togliendo di mezzo un imbarazzante fossile incastrato nella zona urbana di maggiore pregio. Però la Soprintendenza impose che non fosse abbattuto, in quanto manufatto storico risalente al XIX secolo. L’accordo con Eataly, definito nel luglio 2013, ha poi obbligato a un cambio progettual-impiantistico in corsa, per riadattare la struttura alle nuove necessità. Casamonti ha riepilogato le fasi progettuali e realizzative tutt’altro che agevoli, lungo le quali si è sviluppato il recupero dell’ex Magazzino: smontaggio/montaggio delle mura perimetrali storiche, al loro interno l’inserimento di un nuovo corpo architettonico vetrato, nove metri di scavo in quello che l’architetto ha chiamato «un buco nell’acqua» (perchè sotto c’è il mare), due milioni di euro impiegati per portare via la terra, una maxi-vetrata di dieci metri capace di reggere le stizze eoliche triestine ...

Spazio alle rimembranze per Dipiazza, il quale ha rievocato le grandi botte con i vini Folonari nell’ex Magazzino e una passeggiata con Silvio Berlusconi lungo le Rive ancora délabré, quando l’allora premier si confessò scettico sui tempi di ripristino del waterfront. «Ma per fortuna le cose hanno preso la giusta piega - ha detto il primo cittadino - adesso speriamo che Eataly sappia essere un valido attrattore turistico, soprattutto nel periodo invernale che resta quello più vulnerabile per il comparto dell’ospitalità triestina». La “simbolica consegna” alla città è avvenuta nel pieno dell’attività organizzativa, che tra una settimana consentirà l’apertura al pubblico di Eataly. In merito all’affitto che verrà pagato, la Fondazione - come già in passato - si limita a replicare che il canone rispecchia i valori di mercato, senza specificare importi. In via ufficiosa si parla di una cifra di poco inferiore ai 500 mila euro. L’allestimento di reparti e scaffali ferve: al primo piano c’è un “aperibar”, i salumi&formaggi, la macelleria. Al piano “zero” il panificio, la pescheria, Illy. Al livello “-1” l’enoteca, la sala corsi, la cucina, i frigoriferi. Al livello “-2” 50 posti auto.

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