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Trieste, business da 3,5 milioni per l’addio al caro estinto

Concorrenza sempre più agguerrita tra le sei imprese funebri attive in città. Prezzi dei funerali tra 1.650 e 4.100 euro. Ma con gli optional si arriva a 7mila

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TRIESTE Sono in media 3mila all’anno i funerali celebrati nel Comune di Trieste, a cui se ne aggiungono altri 500 nel resto della provincia. Un “business” che vale oltre 3 milioni e mezzo di euro.

A “spartirsi” la torta, complessivamente, sono sei realtà, alcune delle quali con diverse sedi sul territorio: Zimolo, Sant’Anna, San Giusto, Tergeste, Alabarda e Totf, il ramo d’azienda dedicato alle onoranze funebri un tempo di Acegas Aps Amga e da un anno rilevato da un'impresa privata. La concorrenza è forte e alcuni tentano di rosicchiare il mercato anche a suon di inserzioni e spot pubblicitari.

I numeri Malgrado i residenti nella nostra città diminuiscano di anno in anno, il numero dei defunti nell’ultimo decennio resta pressoché stabile. Negli anni Novanta a Trieste si celebravano le esequie di 4mila persone. Nel 2000 i funerali sono stati 3.351, nel 2014 sono scesi a 2.994 mentre lo scorso anno hanno raggiunto quota 3.022. «Negli ultimi mesi del 2015 e nel primo quadrimestre 2016 c’è stato un calo del 7% - valuta osservando i dati Renzo Ricamo delle imprese Sant'Anna e Zimolo -. Una riduzione probabilmente fisiologica che è stata registrata anche a livello nazionale».

I prezzi Il costo di un funerale nella nostra città oscilla tra i 1.650 (la spesa minima) e i 4.500 euro. Ma scegliendo un feretro costoso, abbondando con i fiori, pubblicando un lungo necrologio e scegliendo altri optional, si possono superare i 7 mila euro.

«Le sole spese richieste da AcegasAps Amga che gestisce i servizi cimiteriali ammontano a 825 euro - spiega nel dettaglio Maurilio Missori, amministratore delegato della Zimolo -. A questa somma va poi aggiunta quelle che addebitiamo noi per la cassa, l’auto funebre, la preparazione della salma, il servizio religioso, il disbrigo delle pratiche e l'eventuale tanatocosmesi ovvero il servizio di trattamento estetico al quale molti triestini intendono far sottoporre il proprio caro prima che venga esposto all'ultimo saluto».

«Purtroppo le spese cimiteriali imposte incidono parecchio - evidenzia Lorenzo Cerbone, titolare della Totf, che nel 2016 ha gestito 900 funerali in provincia -. E in molti pensano siano soldi che incassa l'impresa di onoranze funebri reputandoci cari. Sarebbe bene che venissero tenute ben distinte le spese che noi in pratica giriamo direttamente ad AcegasAps Amga e quelle invece richieste per i nostri servizi».

Le sale e il trasporto Ad incidere sui costi, ad esempio, può essere la scelta della sala dove esporre il defunto a Sant’Anna. La stanza standard costa 825 euro, si sale a 1.061 per quella con dotazioni medie e si arriva a 1.300 euro per la sala azzurra, più ampia e con affresco.

Se il decesso non avviene in una struttura ospedaliera ma in casa o una casa di cura o di riposo, sono le stesse agenzie di pompe funebri a trasportare la salma fino all’obitorio di Sant’Anna. Un servizio per il quale un’agenzia mette in conto 120 euro, un’altra 200 e un’altra ancora a 270 euro.

È il caso della Totf, che pratica appunto la tariffa più alta, salvo poi proporre gratis il trasposto a chi le affida la gestione dell’intero funerale. Sì, Perché l’impresa contattata per il recupero della salma può anche non essere la stessa che poi organizza il funerale.

La corsa al risparmio «La crisi ha costretto i triestini a ridurre anche le spese per le cerimonie funebri, - valuta Ricamo -. Se un tempo ordinavano tre cuscini di fiori, oggi ne prevedono in media uno. La bara scelta è spesso la più semplice, i necrologi hanno ridotto della metà la loro lunghezza».

E anche la scelta del tipo di sepoltura è il più delle volte condizionata dalle possibilità economiche. «La sepoltura del feretro in un loculo comunale per 10 anni o la cremazione (che oggi costa 608,83 euro mentre nel 2011 ne richiedeva 466,94 euro) con le ceneri del defunto portate a casa, sono le scelte più economiche», indicano dalla Sant’Anna.

«La più dispendiosa prevede la sepoltura di una salma in un loculo per 30 anni - aggiunge - perché oltre ai 3mila euro da versare subito al Comune per il loculo ci sono spese aggiuntive come quella della cassa in zinco imposta per questo tipo di sepoltura».

Le detrazioni Ai fini della dichiarazione dei redditi è possibile detrarre le spese funerarie sostenute per un importo complessivo non superiore a 1.549,37 euro solo nel caso di decesso di parenti stretti. Le voci deducibili sono solo quelle del funerale e non quelle sostenute per il contratto di concessione di loculi, tombe o ossari e nemmeno le spese per fiori e necrologie.

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