Tornano i matrimoni civili al castello di San Giusto

La sala Caprin al Castello di San Giusto

La sala Caprin e la Serra del Parco Revoltella a disposizione degli sposi dall’estate Nessuna novità per le unioni gay: l’unica opzione resta la “Bazlen” al Gopcevich

TRIESTE La moda l’aveva lanciata l’attuale sindaco Roberto Dipiazza l’estate scorsa, ma ora sarà a portata anche degli altri cittadini. Purché abbiano da parte qualche soldo. Dall’estate prossima, settimana più settimana meno, sarà nuovamente possibile sposarsi al castello di San Giusto. È il principale fattore di novità emerso dalla delibera proposta dall’assessore competente Michele Lobianco e approvata nei giorni scorsi dalla giunta comunale.

 

 

Una delibera con cui si aggiornano le tariffe di noleggio delle sale per matrimoni e unioni civili, senza grandi mutamenti rispetto agli anni passati, ma soprattutto si aggiungono due nuove possibilità per i matrimoni civili: la serra di villa Revoltella (il cui spazio oggi in uso resterà invece chiuso per lavori) e soprattutto la sala Caprin al castello di San Giusto. «Erano molti anni che non succedeva più, ci sembrava giusto ripristinare questo spazio», commenta Lobianco.

Passiamo al testo della delibera. Il Comune prende atto della possibilità di individuare ulteriori sedi «atte alla celebrazione di matrimoni civili» e, «a seguito dei sopralluoghi effettuati per verificare l’idoneità dei luoghi prescelti», definisce quali possibili sedi «la sala Caprin del castello di San Giusto e, dal momento dell’effettiva ultimazione dei lavori di ripristino e messa in sicurezza, anche le Serre di villa Revoltella». Sarà chiuso invece quest’estate lo chalet della villa, in corrispondenza con i lavori di messa in sicurezza.

 

 

Gettiamo uno sguardo ai prezzi: il costo orario della sala di piazza Unità fuori dagli orari di servizio (all’interno dei quali il costo per i residenti è pari a zero) è di 104 euro al sabato mattina e di 204 per il sabato pomeriggio per i residenti. Per i non residenti in orario di servizio è di 148 euro e sale a 225 per il sabato mattina e a 350 per il pomeriggio.

Ben diversi i costi per la sala Costantinides di villa Sartorio (da 350 a 650 euro) e per la sala Caprin in castello (da 650 a 900 euro). Le tariffe per i residenti previste per la concessione della sala matrimoni di piazza Unità e per la sala Bobi Bazlen, il sabato, in orario antimeridiano e meridiano, sono state mantenute inalterate rispetto allo scorso anno, per venire incontro a eventuali difficoltà finanziarie.

Commenta Lobianco: «La vera novità di quest’anno sarà lo spazio di San Giusto, finalmente disponibile dopo la sistemazione. È rimasta chiusa per molti anni e ho voluto fortemente che tornasse operativa. Sarà accessibile entro l’estate, stessa tempistica con cui spero di aprire la Serra di villa Revoltella».

La sala Caprin è uno degli interni più affascinanti del castello. È stata ricavata in uno spazio che in origine comprendeva due piani nella Casa del Capitano ed è decorata con gli arredi acquistati dal Comune di Trieste nel 1933 dagli eredi di Giuseppe Caprin, storico, editore e patriota ottocentesco al fianco di Giuseppe Garibaldi. Con l’approccio ai beni culturali caratteristico del Ventennio, vennero eliminate le finestre originali del castello per aprirvi le quattro grandi finestre attuali.

Nessun cambiamento, infine, sul fronte delle sale dedicate alle unioni civili, che l’anno passato ha suscitato numerose proteste e accuse di discriminazione: a disposizione c’è la sala Bobi Bazlen di palazzo Gopcevich.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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