Il “sì” di Stefano e Fabio primi sposi di Muggia - VIDEO

Gli sposi Stefano Brigante e Fabio Rulli assieme alle testimoni e al sindaco Marzi (foto di Lara Parentin)

Dopo il debutto al femminile ieri è stata la volta delle unioni civili al maschile La commozione del sindaco Marzi che ha letto una lettera della senatrice Cirinnà

MUGGIA. Mancavano gli uomini. E gli uomini sono arrivati. Doppia unione civile maschile nella giornata di ieri a Muggia, Comune che fino ad ora era stato meta sempre di coppie femminili. Entrambe celebrate dal sindaco Laura Marzi, le funzioni sono state molto diverse tra loro. Se la seconda è stata molto intima, con la presenza degli sposi e dei soli testimoni, la prima unione civile maschile muggesana è stata decisamente più vivace. Stefano Brigante e Fabio Rulli, da anni conviventi a Trieste, hanno deciso di compiere questo importante passo.

Tanti i parenti e gli amici che hanno affollato la sala consigliare di Muggia. Con indosso la fascia tricolore di rito, il sindaco Marzi, visibilmente emozionata tanto da interrompersi durante la funzione e ricevere l’applauso del folto pubblico, in apertura ha letto a sorpresa una missiva inviata da Monica Cirinnà, la senatrice romana che, con la legge che prende il suo nome, dal maggio 2016 ha permesso che lo Stato italiano riconosca le unioni civili tra persone dello stesso sesso. «È stata una grande sorpresa per me celebrare la prima unione civile maschile leggendo il testo di una senatrice che tanto si è battuta per far garantire questo diritto alle coppie dello stesso sesso» racconta Marzi.

 

Unioni civili, Stefano e Fabio i primi sposi di Muggia

 

La cerimonia è poi proseguita regolarmente, seguita dalla seconda unione civile maschile. «In effetti sino ad oggi avevamo registrato quasi una decina di unioni tutte al femminile. Fa piacere che siano arrivati anche i maschi. E devo dire che mi sono particolarmente commossa vedendo gli occhi di Stefano e Fabio» racconta Marzi. Il primo cittadino, da sempre paladina dei diritti degli omosessuali, si sbilancia: «Mi emoziona di più un’unione civile tra persone dello stesso sesso rispetto a un matrimonio. Credo che subentri in me una specie di senso di empatia nei confronti di persone che hanno dovuto affrontare nella loro vita un percorso irto di difficoltà per arrivare a questo sacrosanto diritto». Ma non solo. «Inoltre ho la sensazione che con questo mio gesto possa aggiungere un piccolo ma solido mattoncino per rendere questo Paese ancora più civile» aggiunge.

Muggia dunque sta diventando sempre più una base per le unioni civili. Il 15 ottobre dello scorso anno si è celebrata la prima unione civile. Protagoniste furono la triestina Maura e la muggesana Roberta. Una storia di amore iniziata diciannove anni fa, quando Maura, 44 anni, separata dal marito e madre di due bambine, conobbe Roberta, di 15 anni più giovane di lei.

La decisione di unirsi civilmente era maturata subito dopo l’entrata in vigore della legge Cirinnà varata il 20 maggio scorso. L'esito delle elezioni per il rinnovo delle cariche comunali a Trieste indusse però Maura e Roberta a optare per Muggia quale sede del coronamento del loro sogno.

«Per me è una cosa estremamente naturale celebrare un’unione tra persone dello stesso sesso - conclude Marzi -. So che non per tutti è così, ma d’altronde non tutti la pensiamo nello stesso modo, fermo restando che comunque esiste una legge che noi sindaci dobbiamo applicare e che io applico col cuore».

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