Il prefetto plaude al progetto: «Sinora tutto per il meglio»

L’apertura di “Casa Malala”, l’ex caserma di Fernetti, è un progetto fortemente voluto dal prefetto di Trieste, Annapaola Porzio. Anche se l’iniziativa, sulle prime, ha dovuto fare i conti con la...

L’apertura di “Casa Malala”, l’ex caserma di Fernetti, è un progetto fortemente voluto dal prefetto di Trieste, Annapaola Porzio. Anche se l’iniziativa, sulle prime, ha dovuto fare i conti con la contrarietà dei residenti. Acqua passata perché, assicura il commissario di governo, tutto si sta svolgendo nel migliore dei modi. «Non si sono verificati problemi - afferma Porzio - ma ne ero consapevole».

Il plauso del prefetto va agli operatori che attualmente stanno gestendo la struttura. «Ci tengo moltissimo al progetto di Fernetti. Ics e Caritas sono due realtà che collaborano nel settore da tanto tempo, mi sento sicura. Conoscono la struttura, l’hanno vista nascere, l’hanno arredata e ci hanno lavorato. Stiamo parlando di due onlus di provata esperienza. Se si sono aggiudicate l’appalto vuol dire che ne avevano i numeri: quando c’è un bando vince chi risponde di più alle caratteristiche richieste». Casa Malala rappresenta comunque un progetto sperimentale. «Possiamo ritenerlo anche un centro di prima accoglienza, certo, un posto in cui le persone sostano il tempo necessario. Nel corso del 2017- osserva ancora il prefetto - ci renderemo conto se il modello gestionale messo in campo a Fernetti è il più appropriato. Ma al momento - ripete - direi che le cose stanno andando effettivamente bene. Sono molto soddisfatta, riusciamo a lavorare con tranquillità e sono sicura che in futuro saremo in grado di portar avanti qualche idea in più. I migranti sono già inseriti in attività e lavori socialmente utili di volontariato. Non si è verificato alcun genere di contrasto con residenti, nonostante le premesse». La struttura è pensata anche per ospitare bambini e minori, come effettivamente già avvenuto. Per le persone accolte, dopo un primo periodo di permanenza a Fernetti, si apre la possibilità dell’accoglienza diffusa in normali appartamenti che si trovano in centro città. (g.s.)

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