Diritto all'accesso civico, istruzioni per l'uso

Trieste - Immagine simbolica del Comune in piazza dell'Unità.

E da piazza Unità assicurano: «Entro metà mandato un portale open data»

Se vi serve un documento o un’informazione in possesso del Comune, della Regione o dell’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Trieste, per esempio, da domani non dovrete fare altro che chiedere. Nei siti Internet di ciascun ente, alla voce Altri Contenuti/Accesso Civico (l’alberatura dei portali è decisa dall’Anac), si trovano tutti i riferimenti per inviare una richiesta tramite posta elettronica. In caso non vi sentiate sicuri, esiste comunque una piattaforma totalmente gratuita che serve proprio ad inviare le richieste di accesso ai documenti detenuti dalle Pubbliche Amministrazioni, mantenendo questo processo di richiesta pubblico e trasparente. .

La si trova all’indirizzohttp://chiedi.dirittodisapere.it/ e in tre semplici passi permette di vedere soddisfatto il proprio bisogno di trasparenza. L’associazione senza scopo di lucro si occuperà di spedire la domanda all’amministrazione indicata e notificare il cittadino dell’avvenuta risposta. Tutto viene pubblicato sul portale in maniera cristallina: gli utenti sono informati dello “stato della richiesta”, affinché sappiano se tutto è andato a buon fine o, al contrario, la pubblica amministrazione nega gli accessi ai documenti che si vuole consultare. Per iscriversi bastano nome, cognome e indirizzo email.

Una procedura guidata facilita il processo, e un manualetto disponibile sul portale risponde alle domande più immediate dei non addetti ai lavori, con tanto di riferimenti alla legislazione vigente. Scorrendo l’elenco di richieste già presentate in tutta Italia, si trovano: “accesso civico alle retribuzioni di Salvatore Romeo e Raffaele Marra”; “informazioni in merito alla gestione dei rifiuti urbani a Salerno”; “informazioni circa scorrimento graduatoria mobilità CPS infermieri”; “immissione VFP4 2010 esercito”; “richiesta pubblicazione dei dati sulla dotazione organica per gli anni 2015 e 2016” e così via.

Trieste è pronta a dare risposte.   «Dove un superiore, pubblico interesse non imponga un segreto momentaneo, la casa dell’amministrazione dovrebbe essere di vetro». La celebre frase di Filippo Turati ispira il primo punto del programma elettorale del sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, che ha posto la questione trasparenza come priorità numero uno del suo mandato. Intesa «sia come il modo in cui il Comune si rende disponibile a essere osservato dai suoi cittadini», sia «l’utilizzo dei dati aperti (open data), attualmente assenti nelle pagine web del Comune di Trieste». Se in fatto di dati aperti il capoluogo giuliano manca ancora di un portale ad hoc ed è al 25° posto nella classifica stilata da Italia Open Data Census - guida la graduatoria Lecce - dal Municipio fanno sapere che ci si sta attrezzando adeguatamente per evadere positivamente le future richieste di accesso.  

Sul portale Retecivica esiste già un semplice modulo da compilare e spedire via email a accesso.civico.trasparenza@comune.trieste.it, anche se poche finora sono state le richieste in tal senso. Meno di dieci lo scorso anno, fanno sapere fonti dell’amministrazione, constatando che ancora i cittadini non colgono fino in fondo le potenzialità di questo strumento, preferendo anche per le questioni più semplici il contatto diretto con il politico di cui si ha conoscenza. I numeri ridotti al momento consentono una gestione centralizzata delle richieste, ma si prevede un sempre maggiore ricorso a questo nuovo diritto. A tale proposito, i dirigenti del Comune auspicano che i triestini lo esercitino «senza alcuna sudditanza verso il potere» e con coscienza perché, a volte, «è più importante capire le motivazioni che stanno dietro ai provvedimenti». 

Da piazza Unità arriva anche l’impegno a realizzare un portale open data «entro metà mandato», specificare le date di aggiornamento dei documenti pubblicati online e a colmare eventuali gap tecnologici e burocratici nella direzione di una sempre maggiore trasparenza. 

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