Grado, riapre l'Ospizio Marino. "Un pezzo di storia ultracentenario" - VIDEO

Foto di Katia Bonaventura

Ha preso parte alla cerimonia anche la governatrice del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, con gli  assessori regionali alla Sanità, Maria Sandra Telesca e all’Ambiente, Sara Vito

Anche la presidente del Fvg Debora Serracchiani, assieme agli assessori regionali alla Sanità, Maria Sandra Telesca e all’Ambiente, Sara Vito, ha preso parte, oggi a Grado, alla cerimonia di apertura dell’Ospizio marino, che - forte di una tradizione ultracentenaria - dopo sei anni di inattività torna a servire i pazienti affetti da varie patologie, offrendo in particolare servizi di fisioterapia e riabilitazione.

«Oggi - ha detto Serracchiani - riapre un pezzo di storia importante, non solo per Grado e per la regione, ma per l’Italia tutta, visto che negli ultimi anni ho avuto modo di constatare come questa struttura sia conosciuta e apprezzata anche in altre regioni». Di fronte a una sala gremita la presidente ha poi rivolto «un saluto particolare ai 33 dipendenti che tornano a lavorare all’ Ospizio marino».

 

Grado, dopo sei anni riapre l'ospizio Marino

 

A questo dato va comunque aggiunta la previsione che la struttura, in un futuro prossimo, darà lavoro a un’ottantina di persone. Agli auguri della presidente si sono uniti i saluti del vicesindaco del Comune di Grado, Matteo Polo e di Franco Bosio, presidente di Grado Riabilita, la cooperativa che gestisce la struttura.

«L’ Ospizio marino - ha aggiunto Serracchiani - è una promessa mantenuta di questa Amministrazione regionale che si è presa l’impegno di riaprire quanto prima questa struttura fondamentale, anche in un’ottica di economia del territorio. Il merito va comunque all’ottimo lavoro di squadra tra istituzioni, cittadini, associazioni, mondo cooperativo e finanziario, nonchè Azienda sanitaria».

 

 

Le origini dell’Ospizio marino risalgono al 1873, quando il pediatra toscano Giuseppe Barellai intuì che il microclima di Grado, alla pari di tante località balneari dell’Alto Adriatico, offre ottime condizioni per la cura della tubercolosi. Da lì la struttura ha visto molti cambiamenti e soprattutto un notevole progresso, diventando per la comunità gradese un centro di cura molto apprezzato.

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