L’Ater si candida a gestire le ex scuole della Provincia

Il liceo Petrarca di via Rossetti

Proposta avanzata alla Regione dopo le resistenze manifestate dal Comune. Ius: «Tra un condominio di 30 alloggi e un liceo per noi non c’è differenza»

TRIESTE L’Ater si candida a gestire gli immobili delle scuole superiori lasciati in eredità dalla ormai defunta Provincia. «Con tutte le valutazioni del caso, riteniamo che la nostra proposta possa essere una valida soluzione - spiega Antonio Ius, direttore dell'Ater -. Esperienza e professionalità certamente non ci mancano nella gestione di grandi immobili: tra un condominio da trenta appartamenti e un istituito scolastico non ci sono differenze, ovviamente vanno recuperate le risorse da impegnare».

 

 

La proposta è stata avanzata dopo i tentennamenti del Comune in relazione alla presa in carico degli edifici scolastici prima gestiti da palazzo Galatti. Edifici che, come prevede la riforma gli enti locali, dovrebbero passare direttamente dalla Provincia ai Comuni che le ospitano a partire da gennaio. Un automatismo contestato però, come noto, dalla giunta Dipiazza. «Ogni stabile deve essere accompagnato dalle certificazioni necessarie che ne documentino la messa a norma o da uno stanziamento che lo renda agibile altrimenti non lo iscriveremo nell'elenco dei beni immobili comunali», aveva dichiarato pochi giorni fa Lorenzo Giorgi, assessore comunale al Patrimonio. Si qui la disponibilità manifestata dall’Ater. «Noi ci potremmo occupare della gestione - ipotizza Ius -, mentre la Regione potrebbe pensare di destinare a questa mission il personale che in Provincia si occupava proprio di edilizia scolastica. Ater - continua - si propone di gestire la manutenzione, la conduzione delle centrali termiche, la sicurezza degli impianti, i servizi di pulizia e le forniture di acqua gas ed elettricità».

 

 

La proposta - che Ater avanzerà con maggiori dettagli nei prossimi giorni, se la Regione dovesse prenderla in considerazione -, è già stata anticipata agli assessori regionali Paolo Panontin e Mariagrazia Santoro. Gli edifici scolastici ora di proprietà della Provincia, che la riforma degli enti locali assegnerebbe al Comune, sono il Carducci-Dante di via Rismondo, il Galilei di via Mameli, il Preseren e lo Stefan di Strada di Guardiella, il Deledda- Fabiani di via Monte San Gabriele e via Cantù, l 'Oberdan di via Veronese, lo Ziga Zois di via Weiss, il Nautico di piazza Hortis e il Carli- Sandrinelli di via Diaz. Di proprietà del Comune - ma fino ad oggi gestiti da palazzo Galatti -, sono invece gli immobili del Volta, del liceo Slomsek, del Da Vinci, il Nordio, il Petrarca (sia la sede prinicipale di via Rossetti sia la succursale di Largo Sonnino), la succursale del Galilei di via Battisti, le sedi del Carducci-Dante di via Giustiniano e di via Corsi, la succursale dell’Oberdan di via Besenghi, il Galvani, la sede in Molo Fratelli Bandeiera del Nautico e il conservatorio Tartini di via Ghega.

Intanto in una nota diffusa ieri gli assessori comunali all’Educazione, Angela Brandi, e ai Lavori pubblici, Elisa Lodi, hanno ribaditola posizione dell'amministrazione, respingono al mittente le frecciate lanciate da alcuni assessori provinciali uscenti. «Non c'è stato alcun incontro per avviare il trasferimento degli istituiti a meno che non si intenda parlare di riunioni fatte con la precedente amministrazione comunale o di un incontro sul dimensionamento scolastico dove erano ben altri i temi all'ordine del giorno - affermano -. Gli istituti scolastici della Provincia verranno accettati solo con beneficio d'inventario, come succede in tutte le eredità lasciate. Scottati da esperienze precedenti, che ci hanno visto dover intervenire anche d'urgenza ad esempio sui solai in alcune scuole trascurate dalla precedente amministrazione comunale, non accettiamo edifici non a norma». «L’attuale giunta municipale di Trieste - concludono Brandi e Lodi - conosce bene quali siano le sue responsabilità e i suoi doveri ed è pronta ad assumersi i propri compiti, ma non a scatola chiusa e solo dopo una attenta e puntuale verifica della situazione».

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