Gorizia: calo di nascite, il Comune taglia una scuola

Alunni di una scuola dell’infanzia cittadina in un’immagine di repertorio

Ci sono troppe strutture e pochi bambini: la giunta Romoli ha dovuto rivedere il piano di dimensionamento

GORIZIA Pochi bambini, troppi edifici scolastici. È questa la situazione che deve fronteggiare il Comune di Gorizia alle prese con un drastico calo delle nascite che ha già portato alla morte del reparto materno-infantile perché non riusciva a raggiungere, nemmeno lontanamente, la soglia dei 500 parti all’anno.

Solitamente, in altre zone d’Italia, capita esattamente il contrario: proliferano le cosidette “classi pollaio” con un sovraffollamento di alunni.

Primi provvedimenti Per l’anno scolastico in corso, la sezione della scuola dell’infanzia statale di via Forte del Bosco è stata trasferita in via Gramsci, dopo aver perso una delle due sezioni. «In altre parole - spiega l’assessore comunale ai Servizi educativi e all’Istruzione, Silvana Romano - è stata chiusa, qualche tempo fa, la sede di via Forte del Bosco».

E le motivazioni sono chiaramente illustrate nella delibera riguardante il piano di dimensionamento della rete scolastica cittadina. «Il generale e certificato calo delle iscrizioni registrate nel corso degli ultimi anni nella fascia della prima infanzia ha reso opportuno, in un contesto di continua razionalizzazione dell’uso delle risorse presenti sul territorio comunale, un intervento di riorganizzazione della rete dei punti di erogazione del sistema dei servizi educativi e scolastici locale», si legge nella delibera.

Per l’anno scolastico 2017-2018, invece, l’offerta formativa pubblica cittadina viene confermata, considerando che gli istituti «mantengono ampiamente i requisiti normativamente previsti per la loro sussistenza», che si riferisce al parametro di almeno 400 alunni per istituto comprensivo.

«Ma è l’anno prossimo quello più delicato perché, nel 2014, sono nati 40 bambini (poco più di 200) in meno rispetto alla media e - spiega l’assessore Romano - dovremo far quadrare i conti. È innegabile che ci ritroviamo con più scuole rispetto al fabbisogno». Anche nel 2015 si è registrato lo “sciopero” delle cicogne perché le nascite sono state 246 (117 maschietti e 129 femminucce).

Siamo lontani mille anni luce dal 1960 quando nacquero in città... 627 bambini.

L’articolazione delle sedi L’Istituto comprensivo Gorizia 1, con sede in Via Mascagni 9, continuerà a comprendere le scuola dell’infanzia di via Lasciac 13 (2 sezioni) e di via Garzarolli 175 (3 sezioni), le scuole primarie Ungaretti (con una sezione a tempo normale e una sezione a tempo pieno, entrambe nella sede di via Cipriani 69) e Rismondo di via Svevo 5.

Poi, c’è la scuola secondaria di primo grado Ascoli di via Mascagni 9, per un totale indicativo di 782 alunni. Dell’Isc Gorizia 2, con sede in Largo Culiat 2, fa parte la scuola dell’infanzia Agazzi, le scuole primarie Frinta di via Codelli 16 e Fumagalli di via Cappella 7, la scuola a tempo pieno Pecorini di via Gramsci 4 e la scuola secondaria di primo grado Locchi di Largo Culiat 2. Il totale? 803 alunni.

L’Isc Lucinico, con sede in via Romana 32, comprende e comprenderà le scuole dell’infanzia Boemo di via Perco 1 (3 sezioni), Brigata Avellino di via Brigata Avellino 2 (2 sezioni) e il nuovo plesso scolastico di via del Carso, quartiere di Campagnuzza (2 sezioni); le scuole primarie De Amicis di via Romana 32 e Ferretti di via Zara 17; la scuola secondaria di primo grado Perco di via Romana 32 per un totale indicativo di 621 alunni, a cui si aggiungono gli alunni delle scuole dell’Istituto comprensivo presenti sui territori comunali contermini di Mossa e San Lorenzo Isontino.

Infine, c’è l’Isc con lingua di insegnamento slovena avrà nel suo perimetro le scuole dell’infanzia Pika Nogavicka (2 sezioni ampliabili a 3), Ringaraja (3 sezioni), Pikapolonika (1 sezione) e Soncek (2 sezioni); le scuole primarie: Zupancic, Abram e Erjavec; la scuola secondaria di primo grado Trinko per un totale indicativo di 644 alunni, a cui si aggiungono gli alunni delle scuole dell’Isc presenti sui territori comunali vicine.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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