Isola della Cona sentinella davanti al pericolo aviaria

Monitoraggio continuo degli uccelli acquatici migratori per prevenire il virus Arriva il professor Delogu a presentare i dati sul fenomeno dopo l’emergenza

STARANZANO. L’emergenza aviaria è lontana dall’Isola della Cona, ma per sicurezza occorre sempre monitorare le specie che arrivano da ogni parte del mondo. Una lavoro costante, effettuato nella riserva di Staranzano, accompagnato anche dal messaggio che arriva dall’importante incontro scientifico inserito fra le iniziative dell’Accademia della Natura che si terrà sabato prossimo nella sala conferenze del centro visite all’Isola della Cona.

“Ecologia ed evoluzione dei virus influenzali negli uccelli acquatici: i dati 2015-2016 rilevati all'Isola della Cona” è il titolo della relazione che sarà tenuta dal professor Mauro Delogu, docente al dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie dell’Università di Bologna, che sarà coadiuvato dalla ricercatrice Stefania Della Torre.

Un appuntamento organizzato dall’associazione Conservazione della Natura (Co.Na), che sarà moderato dal presidente Graziano Benedetti. «È un’occasione fondamentale - spiega Benedetti - per saperne di più sull’influenza aviaria e per conoscere i dati scaturiti da una ricerca effettuata sugli uccelli acquatici migratori presenti alla Cona nel periodo invernale 2015-2016, ricerca realizzata anche con il finanziamento dell’Associazione Co.Na. e della Banca di Credito Cooperativo di Staranzano e Villesse». E aggiunge: «La nostra associazione nata nel 2006, come impegno dei propri soci-volontari, la maggior parte birdwatchers, fotografi di Natura e appassionati di ambiente, intende dimostrare che il no-profit - sottolinea il presidente - può realizzare ogni tipo di iniziativa nel campo della conservazione di specie e habitat, dallo studio alla gestione delle aree protette e alla valorizzazione del patrimonio naturalistico. Anche l’Accademia della Natura - sottolinea -è un’iniziativa dell’associazione che prevede l’organizzazione di conferenze e corsi didattici per conoscere ed approfondire i molteplici aspetti del mondo naturale».

Il progetto della ricerca dell’aviaria, ha avuto inizio nel 2015, quando l’equipe diretta dal professor Delogu e dal direttore della Sbic Fabio Perco, aveva cominciato a monitorare la ricerca dei virus che possono essere veicolati con la fauna migratoria in arrivo dai Paesi del Nord Europa, oltre cercare preziose informazioni sulla salute umana.

Superato l’allarme suscitato pochi anni fa a livello mondiale dalla temuta diffusione di pandemia dell’influenza aviaria, i ricercatori cercano di comprendere i meccanismi di trasmissioni dei virus in generale, focalizzando in particolare l'attenzione alla Cona sui volatili in arrivo. Dal 2005, comunque, è stata sempre massima l'attenzione alla Riserva naturale regionale della Foce dell'Isonzo, considerata una delle zone sentinella del Nord Adriatico e tappa quasi obbligata della fauna proveniente dell’Est per svernare in regioni più calde.

Anatre, cigni e anadi in genere, sono osservati più delle altre specie perché considerati probabile veicolo del virus H5N1 dell'influenza dei polli. Durante l'anno infatti, si stima che alla Cona arrivino fra 30-40mila volatili a seconda della stagione e l'attenzione è sempre al massimo soprattutto nel campo della prevenzione.

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