Trieste, pronto il regolamento dei Punti franchi

Anche il Canale navigabile di Zaule ospiterà un punto franco

Redatto dal ministro Delrio in base al Trattato di pace. Esulta Serracchiani, D’Agostino amplia le proprie competenze

TRIESTE È realtà il regolamento tanto atteso e mai emanato sui punti franchi di Trieste. Il ministro di Infrastrutture e Trasporti Graziano Delrio ha infatti trasmesso all'Autorità di sistema del mare Adriatico orientale, per le sue osservazioni, il testo del decreto attuativo dell'articolo 7 comma 12 del decreto legislativo 169 del 4 agosto 2016, che stabilisce l'organizzazione amministrativa della gestione dei punti franchi di Trieste, oggetto di spostamento a seguito della sdemanializzazione del Porto vecchio.

«Un decreto di portata storica per il porto, per la città e per tutta la regione», ha affermato la governatrice Debora Serracchiani rendendo noto l’avvio del procedimento. Secondo Serracchiani «è un traguardo importantissimo per Trieste e per l'intero territorio, che potrà beneficiare di norme di semplificazione amministrativa in grado di dare certezze agli investitori e di integrare i poteri di pianificazione e i compiti di promozione dell'Autorità portuale con il migliore utilizzo della leva del punto franco».

Con il decreto viene precisata la cornice giuridica che regola il Porto franco di Trieste, basata sull'Allegato VIII del Trattato di pace del 10 febbraio 1947 fra le potenze vittoriose del secondo conflitto mondiale. Con il decreto - fa rilevare la Regione - il presidente assume i poteri del “Direttore del porto” che, proprio secondo quel Trattato, doveva assicurare l'efficienza e la migliore gestione del Porto franco triestino.

Il decreto e quindi la potestà amministrativa dell'Autorità portuale si applica quindi anche ai nuovi punti franchi conseguenti alle norme sulla sdemanializzazione di Porto vecchio. Com’è noto cinque sono le zone individuate per il trasferimento di quell’area franca: l’Interporto di Fernetti, l’ex stazione di Prosecco, l’ex Aquila in concessione a Teseco dove dovrebbe sorgere un nuovo terminal ro-ro, il Canale navigabile di Zaule e le Noghere.

Il decreto conferisce all'Autorità poteri di autorizzazione su tutte le attività commerciali e industriali, compresa la produzione di beni in punto franco, forte autonomia sui canoni, sulla costruzione di edifici, sugli orari di apertura e chiusura dei punti franchi, sullo svolgimento dei servizi generali, in particolare sui collegamenti ferroviari, sulla formazione delle risorse umane e sul coordinamento di tutte le pubbliche amministrazioni che operano in porto; l'Autorità dovrà inoltre fornire assistenza tecnica agli investitori.

«Adesso abbiamo a disposizione - ha aggiunto Serracchiani - uno strumento fondamentale per dare forza e supporto alla strategia già intrapresa dall'Autorità di sistema per rilanciare le opportunità del punto franco triestino sui mercati internazionali».

«Il fatto che il ministro Del Rio abbia avviato tale procedura ci riempie di soddisfazione», ha affermato il presidente dell’Authority Zeno D’Agostino il cui ruolo cresce ulteriormente d’importanza. «Il governo ha finalmente capito dopo decenni - ha aggiunto - la valenza primaria di uno strumento che permetterà al nostro scalo, al nostro territorio e più in generale all’Italia di accrescere la propria competitività a livello internazionale.

Siamo vicini all’emanazione di un atto che non solo il porto, con le sue lavoratrici, lavoratori e operatori, ma la città intera aspettava da generazioni, da ben prima del 1994, data della legge di riforma dei porti. Il prossimo step sarà perfezionarlo, come l’iter legislativo prevede, per renderlo più adeguato alle moderne esigenze del mercato ed alla richiesta sempre più impellente di agilità amministrativa che sta contraddistinguendo la nostra operatività in porto».

«Un altro giorno storico per Trieste - ha affermato il senatore del Pd Francesco Russo - dopo la sdemanializzazione sono in arrivo anche i decreti attuativi sui punti franchi. In tre anni abbiamo fatto quello che non si è riusciti a fare negli ultimi 20 forse perché mancava la volontà».

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