In Friuli l'Unione europea collauda la forza d'intervento rapido

Circa 1.500 uomini e 100 mezzi, aerei ed elicotteri all'esercitazione del Battle Group su base Brigata Julia

L’Unione europea, ancora lontana dal raggiungere un esercito comune anche se la Brexit ha accelerato notevolmente, il processo a livello politico e strategico, da oggi, 1.o dicembre 2016, ha pienamente operativo il suo Battle Group, la sua pedina operativa d'intervento rapido.


La “certificazione”, per l’unità multinazionale e interforze su base Brigata alpina Julia, è stata ottenuta alla fine di una serie di complesse esercitazioni svoltesi in Friuli, terminata al poligono Rivoli Bianchi di Venzone (Udine) alla presenza del capo di Stato maggiore della Difesa generale Claudio Graziano, di quelli delle nazioni contributrici (Austria, Croazia, Slovenia e Ungheria), del presidente del Comitato militare Ue generale Mikhail Kostarakos, e di quello del nostro Esercito, Danilo Errico.

 

Esercitazione a Venzone, la Ue ha il suo battlegroup di pronto impiego


L'esercitazione European Wind 2016, ha confermato la piena capacità operativa del Battle Group Ue (delle dimensioni  di una brigata di fanteria con molti assetti specialistici, anche pesanti) su base “Deci” (Defence Cooperation Initiative): potrebbe essere impiegata in eventuali teatri di crisi internazionale già da gennaio. Con un occhio puntato specie sul fianco Sud del Vecchio Continente.


«Stiamo inviando - ha dichiarato Graziano - un messaggio d’unità e di capacità di condurre, sotto bandiera europea o Nato, eventuali operazioni in un periodo d’importanti sfide e nuovi compiti. Credo che questa tipologia di battle group europeo, basata sulla Deci, riaffermi la nostra volontà di costruire ancora di più solide capacità per stringere le relazioni nell’area sud adriatica e dei Balcani, rendendole un esempio da seguire».

 


Schierati sul terreno 1.500 soldati e un centinaio di mezzi tattici – tra blindo Centauro, blindati Freccia, trasporti truppe Lince e Bv oltre a Raba ungheresi, Humvee croati e Valuk sloveni - numerosi elicotteri italiani e austriaci, artiglieria, missili contraerei, “salutati” al termine delle manovre da un passaggio delle Frecce Tricolori.


Lo scenario di European Wind 2016 prevedeva l’intervento della forza in una zona di crisi provocata da attriti tra Stati confinanti e attività ostili di gruppi paramilitari. Il Battle Group Ue doveva assolvere a compiti non solo militari come cinturazioni, scorte e contrasto degli “insurgent” ma anche di aiuto alla popolazione e supporto alle istituzioni civili e militari locali.

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