Il dipendente-assessore si sdoppia: «Non siamo nemici, serve parlare»

Certo che il neoassessore Paolo Venni, sabato al varo Msc a fianco della sindaca Cisint, ha subito sperimentato il suo ruolo di amministratore comunale-dipendente Fincantieri. Davanti all’ad Bono...

Certo che il neoassessore Paolo Venni, sabato al varo Msc a fianco della sindaca Cisint, ha subito sperimentato il suo ruolo di amministratore comunale-dipendente Fincantieri. Davanti all’ad Bono questa volta i suoi panni erano istituzionali. Nel quotidiano, la sua professionalità è a servizio della gestione finanziaria dei fornitori del cantiere navale, che ne annovera oltre 4.500. Lui lo spiega semplicemente: «Non c’è contrasto tra il mio incarico assessorile e la mia attività di impiegato in cantiere. Sono due fronti diversi che ruotano all’interno di un ruolo comune. La mia posizione non vuole essere in contrapposizione nè con il Comune, nè con Fincantieri». Venni lo definisce un «ruolo di cerniera»: «Proprio perché sono un dipendente del cantiere - chiarisce - ne conosco meccanismi e contraddizioni. Sono un lavoratore come tanti, senza incarichi dirigenziali. E svolgere una carica amministrativa nell’ente locale significa portare la mia esperienza maturata in Fincantieri». Ciò che vuole ben esplicitare Venni è la volontà di mettere in campo un’«azione costruttiva. Spesso i problemi tra amministrazione comunale e l’azienda - dice - sono dovuti a un dialogo tra sordi. Si finiscono per non comprendere i rispettivi problemi». Come a dire: Fincantieri deve rispondere a un «mercato sempre più aggressivo», mentre il Comune deve «gestire il suo territorio e gli equilibri sociali». E sia chiaro: «Fincantieri è fondamentale - continua l’assessore -, la consideriamo un valore aggiunto. Non si tratta di affrontare un “nemico”. Il cantiere è imprescindibile dal territorio e viceversa. Si parte da questa consapevolezza per avviare un percorso collaborativo. Come consulente aggiuntivo - conclude - sono a disposizione sia del Comune che di Fincantieri per trovare la quadra dei problemi». Venni ha apprezzato l’approccio del sindaco Cisint, sabato, nell’affrontare l’ad Bono. La ritiene una «dialettica che è stata proficua. Anna ha colto l’occasione per porre temi concreti senza formalismi e mezze misure. Forse è la prima volta che un’amministrazione comunale si rivolge in modo così franco e diretto con i vertici di Fincantieri. L’ad Bono in prima battuta s’è mostrato irritato, penso per questo clima di sovraesposizione dell’azienda. Ma nel secondo colloquio le cose sono cambiate e il risultato è stato molto positivo e costruttivo. Cisint è stata chiara: confronto senza sconti, ad armi pari, e disponibilità da entrambe le parti».

Sabato c’era anche il consigliere Antonio Garritani con delega ai rapporti con le aziende, già comandante della Compagnia dei carabinieri di Monfalcone: «Questo confronto è stato necessario - osserva -. D’altra parte è il gioco dei ruoli. Bono ha difeso il suo punto di vista e Anna ha messo in atto l’impegno preso con i cittadini. Sta agendo con il cuore. Le questioni poste non sono nè di destra, nè di sinistra. Sono stato orgoglioso per la posizione appassionata assunta dal sindaco nel nome dei suoi cittadini. L’appello di Bono circa la “protezione” di Fincantieri è fondato. Del resto ci impegneremo a coinvolgere le forze dell’ordine al fine di monitorare quanto accade all’esterno dello stabilimento. Anna ha spiegato cosa accade ogni giorno a Panzano. Bono sta gestendo il suo ruolo in modo egregio. E un’attestazione di benemerenza da parte di Monfalcone, con la nostra collaborazione, non potrà che portargli benefici».(la.bo.)

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