Battibecco fra Cisint e Bono alla festa Msc

Il sindaco: «Posti di lavoro per i monfalconesi». L’amministratore delegato: «La nostra azienda va protetta dalle autorità»

Strette di mano e sorrisi. L’ad Giuseppe Bono ha fatto ingresso ieri mattina nella tensostruttura allestita a ridosso della banchina dov’era ormeggiato il colosso di Msc pronto per il varo tecnico, dispensando saluti tra gli ospiti, seguito dal direttore di stabilimento e dal responsabile della sicurezza aziendale. Finchè ha notato il sindaco Anna Maria Cisint affiancata dall’assessore Paolo Venni e dal consigliere comunale Antonio Garritani, alle prese con le presentazioni e scambi di vedute. L’ad ha raggiunto il capannello esordendo davanti alla neo prima cittadina: «Carissima, complimenti per aver vinto le elezioni». Sembrava prospettarsi un primo incontro ufficiale all’insegna quantomeno del “protocollo” di circostanza. Bono è passato al “lei”, come si conviene ora che Cisint è diventata sindaco. E lei ha insistito per continuare a darsi del tu. Poi è stato un crescendo. Un “faccia a faccia” improvvisato tra il sindaco e il numero 1 di Fincantieri, a tratti così gonfio di nuvole e scosso da lampi, da veder via via allontanarsi gli astanti. Sette minuti di franco confronto, per non dire altro considerato il “vuoto” che nel frattempo si stava facendo attorno ai due protagonisti. Un esordio ufficiale effervescente. Animi pronti a “dar fuoco alle polveri”, anche dopo l’annuncio dell’onorevole leghista Massimiliano Fedriga della proposta di un disegno di legge finalizzato all’istituzione di una Commissione d’inchiesta su appalti e subappalti. Quella che doveva essere una festa dedicata al gioiello di Msc Seaside s’è spostata su un terreno tanto spinoso quanto in qualche modo messo in conto, vista l’aria che sta tirando in questi giorni. Sette minuti che hanno rubato la scena dell’evento. Dove i convenevoli sono stati messi da parte. Cisint e Bono uno di fronte all’altro. Franchezza per franchezza. Con l’ad a non sottacere i riflettori puntati sul cantiere. Ha sfoderato i suoi “assist” sottolineando con forza la necessità di tutelare Fincantieri che dà lavoro a tanta gente e dà ricchezza a tutto il territorio, all’intero Friuli Venezia Giulia. Alla Cisint che a tu per tu chiedeva a Bono «occupazione per il territorio» l’ad ha fatto riferimento alle autorità che «non proteggono» Fincantieri. Facendo capire più o meno che i monfalconesi il lavoro non lo vogliono. Botta e risposta serrati. «All’amministratore delegato Bono - ha poi raccontato Cisint - ho spiegato che rappresento la comunità di Monfalcone. Capisco che sia molto impegnato, ma la realtà di questa città è nota, sotto gli occhi di tutti. L’ho invitato a fare un giro a Panzano. Appuntamento alle 5 del mattino, ci nascondiamo, e vediamo cosa succede. A Panzano abito da 50 anni e so cosa accade». Il sindaco ha continuato nel suo racconto: «Gli ho detto già ora cosa serve, visto che si parla di disponibilità. Voglio posti di lavoro per i monfalconesi, aperture occupazionali a garanzia del nostro territorio». Bono, ha riferito sempre la Cisint, le ha spiegato di averlo già fatto, di aver anche tentato con le cooperative. Ma non c’è n’è stato uno che si sia presentato. E lei: «Ho ribattuto: se la paga sono 4 euro l’ora, non ci mando neppure mio figlio...». Cala il sipario, inizia la cerimonia. Bono sale sul palco. E va a raffica. «Fincantieri crea lavoro e ricchezza. Sono 400 le ditte impegnate in tutta la regione». Ha riconosciuto i disagi nei confronti della città, ma ha anche ricordato i vantaggi. E ha aggiunto: «Siamo pronti a collaborare, come abbiamo sempre fatto, con l’amministrazione comunale. Ma Fincantieri dev’essere protetta dalle autorità, perchè il nostro lavoro è complicato. E certe volte siamo indicati come un’associazione a delinquere». Dopo la cerimonia Cisint, incrociando l’ad, ha fatto notare quanto dichiarato sul palco «senza possibilità di replica. Ho evidenziato - ha ancora raccontato - che la collaborazione dev’essere biunivoca. Noi siamo disposti a mettere in campo gli strumenti possibili per sostenere l’azienda, ma sono necessarie risposte concrete alle istanze della città». Sul piatto Cisint ci ha messo i posti di lavoro e la questione dei parcheggi a Panzano. «Vanno definite le partite rapidamente - ha riferito il sindaco -. Bono ha confermato la volontà di chiudere le trattative su questi temi”.

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