A Trieste vaccini obbligatori nelle materne

Un bambino sottoposto a vaccinazione

I genitori dovranno autocertificare che i figli sono in regola con la prevenzione. Il requisito d’accesso riguarderà così 4.500 bimbi fra nidi e scuole dell’infanzia

TRIESTE Una vera e propria rivoluzione. L’assessore all’Educazione Angela Brandi non esita a definire in questo modo la modifica al Regolamento per l’accesso alle strutture della prima infanzia del Comune, nelle quali a partire dal prossimo anno sarà prevista l’obbligatorietà dei vaccini per i bambini che frequenteranno non solo degli asili nido comunali e convenzionati (0-3 anni) ma anche delle scuole dell'infanzia (3-6). «Un modo per dare coerenza e continuità a tutti i nostri servizi educativi», spiega l’assessore. Un provvedimento passato attraverso la delibera approdata in giunta la scorsa settimana ed accompagnato da una mozione presentata dal gruppo di Forza Italia, votata a larga maggioranza nell’ultima seduta del Consiglio comunale.

 

 

I numeri Una svolta che contempla tutti e quattro i vaccini obbligatori per legge in relazione alle relative patologie. Vale a dire antidifterica, antitetanica, antipoliomielitica e antiepatite virale B. Complessivamente il provvedimento interesserà 4.500 bambini e dunque altrettante famiglie, che al momento dell’iscrizione a nidi e materne dovranno presentare una autocertificazione dell’avvenuta vaccinazione. Nel dettaglio, la modifica comprende 31 strutture di asili nido (18 comunali e 13 convenzionati) per un totale di circa duemila bambini, cui si aggiungono 30 scuole dell’infanzia, per altri 2.500 bambini.

L’iter La delibera che va a modificare il Regolamento per l’accesso ai servizi educativi, aggiungendo di fatto un ulteriore requisito tra quelli già previsti, dovrà adesso passare al vaglio delle commissioni, acquisire il parere nelle circoscrizioni, per poi approdare nell’aula del Consiglio comunale. Un percorso che dovrebbe concludersi entro la metà di dicembre, per poi lasciare spazio alla fase operativa vera e propria.

 

 

La misura Si partirà intorno al 20 gennaio 2017 con un open-day nel corso del quale saranno illustrate alle famiglie tutte le novità nel regolamento. Poi dal 30 gennaio e fino al 10 di febbraio le iscrizioni vere e proprie agli asili nido e alle scuole dell’infanzia. Sarà in quel momento che i genitori dovranno allegare alla documentazione già prevista anche una autocertificazione che attesti appunto l’avvenuta vaccinazione dei bambini ai quattro vaccini obbligatori. Il documento presentato sarà poi oggetto di verifica presso gli uffici competenti dell’Azienda Sanitaria. Va rilevato che per la difterite non esiste un vaccino singolo, che dunque potrà essere compreso all’interno del cosiddetto esavalente. «Una novità che non è un paletto aggiuntivo, ma semplicemente una forma di tutela per i bambini, oltre che per l’intera collettività», precisa Brandi. Saranno esonerati dalla presentazione del certificato i bambini che, a causa di problemi di salute o familiari, non possono sottoporsi alle vaccinazioni.

La filosofia Il provvedimento prende avvio dal calo dei vaccini che anche nella nostra città sono scesi al di sotto della cosiddetta soglia di sicurezza del 95%, quella che garantisce il controllo nella diffusione delle malattie. Questo avviene per tutte e quattro le patologie prese in considerazione: antidifterica (89,8 %), antitetanica (91%), antipoliomielitica (90,2%) e antiepatite virale B (89%). Nella classifica nazionale delle vaccinazioni obbligatorie, la nostra regione si trova al penultimo posto, alle spalle della sola provincia autonoma di Bolzano, con una copertura del 90,4 % a fronte di una media nazionale che si assesta sul 93,4%. «Non si tratta di una presa di posizione, ma ci siamo fatti semplicemente interpreti di una esigenza precisa e della volontà popolare», spiega ancora l’assessore all’Educazione: «Non istituiamo un obbligo, ma rendiamo operativo un obbligo che esiste già per legge. Queste malattie sono solo apparentemente debellate, ma in realtà proprio perché la copertura dei vaccini è scesa sotto la soglia di sicurezza si può andare incontro a dei rischi. Un percorso che abbiamo condiviso e che stiamo portando avanti insieme all’Azienda Sanitaria, al Burlo, all’Ordine dei medici a tutela della salute pubblica».

Gli scenari Il Comune di Trieste è il primo in regione e tra i primi in Italia ad aver avviato questo percorso che in ambito nazionale ha visto muoversi finora le regioni Emilia Romagna e Toscana. «Il mio auspicio è che anche la Regione Fvg vada in questa direzione con una legge specifica che renda obbligatori i vaccini per l’accesso ai servizi educativi» conclude Brandi. Qualcuno però potrebbe non gradire tale provvedimento: «Mi attendo semplicemente il rispetto di quello che è un obbligo di legge. Ci siamo mossi nell’ambito delle linee guida delle istituzioni medico-scientifiche. Se poi qualcuno vorrà andare per la propria strada, sarà libero di farlo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

1€/mese per 3 mesi, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

Checco Zalone in festa sulla barca dell’oligarca

Insalata tiepida di cous cous con ceci neri, cipollotti e tonno

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi