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Botta e risposta Dipiazza-Ferstoria sul trenino

Non c’è intesa neanche su un park in zona terrapieno. Sintonia invece sul rilancio del Museo Ferroviario

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«Mi piacerebbe, ma non si può fare». Il sindaco Dipiazza appoggia l’attività del trenino di collegamento con il Porto vecchio ma non promette finanziamenti. Un Museo ferroviario zeppo di gente ieri ha ascoltato il nuovo appello dell’associazione Ferstoria per riattivare il trenino Tramway Tpv - di cui proprio la giunta Dipiazza, appena eletta lo scorso giugno, fece fermare le corse - per periodi estivi e per eventi o fiere, così come per le crociere Msc che lo sfrutterebbero per portare i passeggeri all’Adriafer.

Dipiazza ha spiegato che «il Comune al momento non può partecipare economicamente a questa attività, oggi ci sono altre priorità per i cittadini», ma ha dato il suo placet: «Non ho mai detto di no al trenino». Poi, l’affondo: «Se volete giocare dunque con i vostri trenini, fatelo pure». Una risposta che ha reso tuttavia ugualmente contenti i membri dell’associazione ai quali interessava «solo un appoggio istituzionale pubblico e politico e una collaborazione degli uffici comunali per concordare gli interventi». Un «cambio di rotta a 180 gradi», ha definito la risposta del sindaco Martino Quaiat, coordinatore di Ferstoria e già membro del consiglio di amministrazione di Trieste Trasporti, che da mesi si batte per il ripristino della linea e il suo prolungamento fino a Barcola.

Ma l’associazione ha lanciato ieri anche un’altra idea: usare gli spazi inutilizzati dei binari contigui alla linea del Tramway sul terrapieno di Barcola per attrezzare un parcheggio per pullman turistici. E qui Dipiazza invece si è opposto fermamente: «In questo momento nulla si può fare a Barcola perché è una delle zone più inquinate della città: per anni sono state scaricati lì e interrati i residui del vecchio inceneritore».

Dietro le quinte Quaiat ha contestato però questa interpretazione: «La costruzione del parcheggio non avverrebbe sul terrapieno di Barcola ma dove sono presenti fasci dei binari, area non inquinata e che si trova tra terrapieno e strada». I soldi invece per riattivare i binari fino a Barcola, 120mila euro, per Quaiat si troveranno: «C’è la disponibilità dell’Autorità portuale e della Regione per interventi di manutenzione e infrastrutturali, per fare anche passaggi a livello e ripristinare un binario che comunque è in disuso da trent’anni». Per il diserbo invece si sono offerte le ditte triestine di manutenzione del verde e volontari a cui si aggiungono anche dei fondi europei individuati da Ferstoria per uno sviluppo ecologico del mezzo, che «sicuramente potremmo richiedere» ha detto Quaiat. Sì invece da Dipiazza alla valorizzazione del Museo ferroviario, secondo anche il «progetto della presidente Serracchiani, che ha un programma straordinario per questo luogo. Tutti insieme stiamo collaborando per quest’area».

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