Trieste, Eataly “salta” un altro Natale

Rendering della futura casa triestina di Eataly

Nuovo rinvio dell’apertura all’ex Magazzino vini: adesso si parla di gennaio. De Paolo: «L’inaugurazione dovrebbe coincidere con i dieci anni dell’azienda»

TRIESTE Adesso non è neanche il caso di fare previsioni. Perché quella dell’apertura di Eataly nell’ex Magazzino vini più che la storia infinita ricorda ormai la triestinissima storia de sior Intento... In buona sostanza, l’apertura slitta ancora. O forse non era mai stata ben definita.

Esisteva, è vero, una pubblica dichiarazione che il sindaco Dipiazza si era lasciato “scappare” in un pubblico contesto e che parlava del 29 novembre come data della “vernice”, ma basta solo fare due passi vicino alla struttura, conclusa a grandi linee ma ancora da rifinire e allestire all’interno, per capire che non c’è nulla di più improbabile.

E infatti non succederà. Oscar Farinetti ha scelto da tempo di delegare ai suoi referenti triestini il compito di parlare di tempi e contenuti della nuova filiale. La Fondazione CRTrieste, proprietaria dell’immobile, preferisce a sua volta non commentare e allora tutto il “peso” della vicenda ricade, more solito, sulle spalle dell’immobiliarista Antonio De Paolo, responsabile locale della gestione.

«Tecnicamente - spiega - non è neanche corretto parlare di slittamento perché noi la data del 29 novembre non l’avevamo mai ufficializzata, non so da dove sia venuta fuori... Per l’apertura non prevedo tempi lunghissimi ma neanche immediati. Per Natale, per capirci, non ce la possiamo fare. Apriremo a gennaio 2017, ma la data non è stata ancora fissata. Una scelta voluta e simbolica, perché in quel mese vengono a cadere i dieci anni dall’apertura del primo Eataly...».

È l’ultima scadenza? Il dubbio è lecito ma qualche indizio qua e là si può anche trovare. La società di Farinetti, che adesso vede Andrea Guerra quale presidente esecutivo del gruppo, ha annunciato al mondo che tra dicembre e gennaio si appresta ad effettuare quattro nuove aperture in altrettante città: Boston, Copenhagen, Doha in Qatar e, appunto, Trieste.

Vero è anche che strategie e impegno del colosso dell’enogastronomia nazionale sono concentrati verso l’America, mercato rivelatosi da sempre e da subito straordinariamente recettivo nei confronti del made in Italy. Nelle previsioni, anzi, potrebbe portare in dote al gruppo qualcosa come 6-700 milioni di ricavi entro tre anni.

Eataly, insomma, gode di buona salute, anzi, ottima. L’anno chiuderà con un fatturato sopra i 400 milioni di euro, in crescita del 20 per cento rispetto al 2015. Il 55 per cento di questo fatturato e delle vendite matura in Italia ma, come si è visto, forse già dal prossimo anno la percentuale di vendite all’estero potrebbe diventare maggioritaria.

E Trieste? È lecito pensare che, concentrati sui calcoli delle strategie globali, i manager possano aver allentato un attimo l’urgenza di aprire a Nordest. Altri discorsi, più che essere prematuri, non trovano proprio sponde. Resta l’attesa. Pluriennale, ormai. Quest’anno si è “festeggiato”, si fa per dire, un altro decennale.

Era il 2006, infatti, quando la Fondazione CRTrieste decise di offrire il Magazzino vini alla città per farne un centro congressi, salvo cambiare destinazione d’uso e lasciare alla sola Stazione Marittima il compito di gestire un turismo congressuale in forzato decremento da anni.

Con l’enogastronomia diventata l’argomento principale per molti italiani, ecco l’idea di farne una vetrina del gusto. Prontamente raccolta da Oscar Farinetti. In tempi relativamente rapidi si era materializzato il progetto dell’architetto fiorentino Marco Casamonti e ipotizzato un costo finale di 9 milioni e mezzo di euro.

In tempi recenti, si era parlato del Natale del 2014, poi della primavera 2015 e infine del Natale dello stesso anno per la fine dei lavori e la consegna del cantiere. Tutte “bucate”. Si era così arrivati all’anno in corso. Altro giro, altra scadenza. In un primo momento era circolata la data del 15 maggio, poi fatta slittare all'8 giugno, invano.

A metà estate era opinione comune che, visto anche l’improvviso ravvivarsi dei lavori in cantiere, si puntasse all’apertura nel periodo della Barcolana, ma anche questo importante appuntamento, che avrebbe dato un tono speciale all’apertura di Eataly è stato bypassato. Adesso, questo nuovo scenario. L’ultimo?

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